martedì 26 febbraio 2008

Fake-blog "perle complottiste": "La stangata"



“…nel 2003, sono gli iraqeni a mostrare al mondo, quel poco che rimane del loro immenso tesoro storico culturale ed artistico distrutto e depredato dagli americani dopo la conquista di Bagdhad.
Quando ancora i soccorsi umanitari non potevano accedere alle zone più disastrate del Paese pare che gli antiquari e commercianti d’arte in amicizia con il Pentagono avessero totale libertà di movimento e di transito nel Paese…”

Questo è un estratto del racconto dalla voce che si sente in sottofondo nel film “Il Nuovo Secolo Americano” di Massimo Mazzucco, responsabile del sito web “www.luogocomune.net”...

Il video sopra rappresenta la tragedia culturale, perpetrata ai danni della popolazione dell’Iraq, a seguito dell’invasione da parte della coalizione di Stati Uniti, Gran Bretagna e altri alleati di minore importanza…

In realtà le cose sono andate molto peggio rispetto a quanto già detto nello spezzone di film…

…peggio, anche, rispetto a quelle popolazioni che avevano subito le conseguenze a seguito dell’invasione nazista nella seconda guerra mondiale…

Tuttavia c’è “qualcuno” che sostiene il contrario!

Si legge, sul fake-blog “perle complottiste”:

“Ma le cose sono andate davvero come racconta Mazzucco?”
(…l’anonimo “staff” del fake-blog “perle complottiste”)

Questi autori anonimi, cominciano a rispondere alla domanda (…retorica) , grazie al sicuro apporto, in loro sostegno, di una fonte:

“Andiamo a visitare il sito ufficiale del museo di Baghdad.”

Lo screen-shot è inequivocabile:


Le famose carte da gioco dell’esercito americano campeggerebbero sull’home page del “sito ufficiale” del Museo di Bagdhad…
Secondo voi quanti musei al mondo riterrebbero opportuno, dopo un’invasione americana per la quale hanno perso un valore incalcolabile a livello storico-culturale in relazione a reperti trafugati, manoscritti ecc., pubblicare come presentazione del proprio orgoglio Nazionale, delle carte da gioco… americane?

Io non credo ve ne sia alcuno!

Ma questi “zuzzurelloni” disposti già a credere alle sciocchezze di Paolo Attivissimo & company sono disposti a bersi, autonomamente, anche questa… e a farla bere a tutti gli altri “debunker” italiani già confusi da astrusità simili…
Ragion per cui, vado sul sito in questione ciccando sul link segnalato dal fake-blog “perle complottiste”...
Non c’è un indirizzo specifico, non ci sono referenze, non ci sono numeri di telefono… ma solo una lista di link in fondo alla pagina…

La cosa incuriosisce!
Qui, gatta ci cova!

…questo probabilmente non è il sito ufficiale di un Museo, tanto meno può essere quello del Museo di Baghdad.
Ma i “furboni” del fake-blog “perle complottiste”, stoicamente, avanzano:

“Se gli americani lo hanno razziato, sicuramente laggiù saranno incavolati neri con loro...
E invece in Home Page campeggia un'iniziativa del Dipartimento della Difesa americano: un mazzo di carte con immagini e consigli per i soldati americani allo scopo di sensibilizzarli a proteggere e rispettare il patrimonio archeologico irakeno!”

Certo, certo…! E’ probabile che “laggiù” siano più incazzati con chi abbia fatto passare qualcos’altro per il loro Museo Nazionale…
Se sul mazzo di carte ci fossero state le foto di donne nude… probabilmente ai soldati americani sarebbe stato spiegato come si fanno altre cose!!
Ma sulle carte sono rappresentate rovine archeologiche e chiarimenti in merito a come comportarsi per preservarle dall’incuria ecc… ottimo indizio, questo, per essere interpretato da idioti come chiaro presentimento di trovarsi davanti al sito ufficiale di un Museo… d’altronde il nome dell’URL è inconfondibile!
Ma che sito hanno messo i cialtroni del fake-blog “perle complottiste”, segnalandolo come “sito ufficiale” del Museo di Baghdad?!!!
In fondo alla pagina di tale sito c’è un link:

“©2007 Iraq Museum International. All rights reserved.”

Cliccandoci sopra: si vede una finestra di “outlock express”, con questo indirizzo di posta elettronica:

johnsimmons (c) baghdadmuseum.org


…indubbiamente è un nome: John Simmons
Ma chi è John Simmons??? …provate anche voi! Andate su un motore di ricerca, inserite:

John - Simmons – Museum – Iraq

…da alcuni articoli, anche in italiano, si apprende che John Simmons è: direttore del "Baghdad Museum Project"…

Ma guarda te!
Gli autori del fake-blog “perle complottiste” hanno confuso il sito di un Museo Nazionale con l’home page del sito di un progetto americano che ha per oggetto: la diffusione della conoscenza di reperti archeologici, manoscritti antichi, nonché, attraverso un percorso in 3d, l’intenzione di rendere virtuale la visita a detto percorso museale…!!!
Come vedremo più avanti le cose però non stanno nemmeno paradossalmente così…
Certo, se gli autori del fake-blog si fossero preoccupati, ora come in passato, di dare informazioni esatte, …con un po’ di logica sarebbero arrivati anche loro a capire che mai e poi mai un Museo Nazionale (d’importanza globale), come quello di Baghdad, potrebbe avere il cattivo gusto di presentarsi al pubblico mondiale con carte da gioco sostenenti la propaganda di un Paese straniero, Paese, peraltro, che gli ha riposto un’invasione catastrofica…

Intanto segnalo il vero, sito ufficiale del Museo di Baghdad, invitando espressamente l’ignoranza degli autori del fake-blog “perle complottiste” a sublimarsi nel riconoscimento della propria bestialità, dopo aver ovviamente fatto correzione immediata del clamoroso errore sul proprio fake-blog/spazzatura:

http://the.iraq.museum./

E’ tremendo riscontrare che nel malaugurato caso a qualcuno venisse in mente di andare a cercare il Museo di Baghdad ottenga inevitabilmente il risultato suggerito fraudolentemente dallo staff del fake-blog “perle complottiste”…
Se si prova a inserire nel motore di ricerca le parole “Bagdhad” e “Museum”, i risultati ottenuti sono tutti a favore del sito di John Simmons… (di cui, per i motivi che spiegherò, preferisco non riportare ulteriormente il link, se non quando necessario)
Del vero Museo di Baghdad non se ne parla…
E nemmeno tale sito riporta un link al vero Museo di Baghdad! (…il progetto americano che si occuperebbe della ricostruzione del Museo depredato…)
Altresì a ragion del vero, tra i primi risultati comparsi sulla lista, nella prima ricerca, un blog da un’idea molto controversa, rispettivamente all’integrità morale e professionale del “doctor” Simmons:

http://zennobia.blogspot.com/2005/08/to-john-simmons-of-baghdad-museumorg.html

L’autore del blog, che parla del presunto progetto per il recupero del “Museo di Baghdad”, è Wafaa' Al-Natheema:

“Wafaa Al-Natheema was born and raised in Baghdad, IRAQ. She came to the USA in 1980. She earned civil engineering and political science degrees from Northeastern University in Boston.”
(…un estratto della sua descrizione personale sul blog)

Nell’articolo la donna scrive inaspettatamente e pubblicamente a Simmons, redarguendolo e rimproverandolo sull’atteggiamento ciarlatano da lui mantenuto in seno allo stesso progetto.
Di seguito riporto alcuni estratti, che voi stessi potrete valutare:

“Subject: Withdrawal From Your Project/Website & Alerting People of My Position Regarding BaghdadMuseum.org”

…chiedendone il ritiro immediato del proprio link dal suo sito (di Simmons) e chiarificando ai lettori la sua posizione nei confronti dell’iniziativa da lei non riconosciuta.

Il contenuto di tale richiesta è molto esplicito:

“I am emailing you this letter to ask you to IMMEDIATELY delete my name and biographical information from your website, BaghdadMuseum.org, which appears in this link”

Ti sto spedendo questa lettera per chiederti di cancellare immediatamente il mio nome e le mie informazioni dal tuo sito, ……, che compare in questo link ……

“Despite that you responded promptly to my email and welcomed Iraqis in this project, and added their names and biographical information to your website, we Iraqis, never got involved in your so-called rebuilding mission of Iraqi heritage. None of us even received any feedback of your activities and progress. Having my name and credentials on your website without having any role or a say in your project is unnecessary, and it seems like one is showing off her/his credentials or pretending!”

Invece di rispondere prontamente alle mie mail e dare il benvenuto agli irakeni nel progetto, hai aggiunto i loro nomi e le loro informazioni al tuo sito, noi irakeni, non siamo mai stati coinvolti nella tua cosiddetta “missione di ristrutturazione dell’eredità irakena”. “Nessuno di noi ha mai ricevuto risposte riguardo le tue attività e progressi. Non era necessario avere il mio nome e le mie credenziali sul tuo sito senza avere un ruolo o una parola, e sembra come uno che vuol mostrare la di lei/di lui credenziali tanto per far credere!

“You announced about BaghdadMuseum.org immediately after the fall of Baghdad.”

Hai annunciato BaghdadMuseum.org immediatamente dopo la caduta di Baghdad.

“You have no expertise in Iraqi archaeology or history.”

Tu non hai esperienza nella storia dell’archeologia irakena.

“No Iraqi in these fields have heard of you or known anything about your credentials prior to your owning of BaghdadMuseum.org!!!”

Nessun Irakeno in questo campo ha mai sentito di te o nulla circa le tue referenze prima del tuo gestito BaghdadMuseum.org!!!

“Worse yet, you have received $15 millions in aid from a so-called private company to launch your project.”

Peggio ancora, hai ricevuto 15 milioni di dollari di aiuti da una cosiddetta compagnia privata affinché lanciasse il tuo progetto.

“You even changed your telephone numbers without updating us!!”

Hai persino cambiato I tuoi numeri di telefono senza avvertirci!!

“I think all Iraqis in this link http://www.baghdadmuseum.org/About_Us.htm should cease their affiliation with you and your project. You became legitimate only because your government raped and occupied IRAQ, and because you've received $15 millions in aid.”

Penso che ogni irakeno in questo link -…- cesserebbe ogni affiliazione con te e con il tuo progetto. Diventi legittimato solo dal fatto che il tuo Governo ha rapinato e occupato l’Iraq, e perché hai ricevuto 15 milioni di dollari di aiuto.

“IRAQ has been destroyed and it will never be rebuilt until it is FREED from the USA/UK/Israel collaborative.”

L’Iraq è stato distrutto e non sarà mai ricostruito finché non sarà liberato dalla collaborazione di USA/UK/Israele.

“I was stunned to read your 14-page mission of the BaghdadMuseum.org as it appears in this link http://www.baghdadmuseum.org/vh.pdf

Io sono sbalordita dalla lettura delle tue 14 pagine relative alla “missione” del progetto “BaghdadMuseum.org” come appare a questo link –(stesso link utilizzato dal fake-blog “perle complottiste”)-.

“I think citizens of the world SHOULD read it in its entirety to learn more about the psychology and articulation of deception the industrial westerners have mastered.”

Penso che I cittadini del mondo dovrebbero leggere nella sua interezza per imparare più in riguardo alla psicologia e all’articolazione dell’inganno orchestrato dagli industriali occidentali.

“On page 11, you mention your support to architect Hisham Ashkouri. But with no details as to how you supported his projects or what has been accomplished as a result of your support!!”

A pagina 11, menzioni il tuo supporto all’architetto Hisham Ashkouri. Ma senza dettagli come con quale modo hai supportato il suo progetto o che cosa è stato ottenuto come un risultato del tuo supporto.

“These mission-statement pages also indicates that BaghdadMuseum.org had opened an invitation for involvements by architects Ihsan Fat.hi and Burran Ghalib, artist Maysaloon Faraj and myself, yet we all have never heard from you or gotten involved in any matter with regard to your project, which you seem to lead alone.”

Queste pagine inerenti la “mission” indicano anche che “BaghdadMuseum.org” ha aperto un invito per i coinvolgimenti degli architetti Ishan Fat.hi e Burran Ghalib, l’artista Maysaloon Faraj e me stessa, ancora noi non abbiamo sentito da te o avuto coinvolgimenti in nessuna maniera in riguardo al tuo progetto che sembra conduci da solo.


“The Institute of Near Eastern & African Studies (INEAS) will continue its search for any posting about our Institute's collaboration with BaghdadMuseum.org to ensure that they are deleted.”

Finora si è evinto che il fake-blog “perle complottiste”, volendo denigrare l’operato di Mazzucco e la sua persona, indicandolo come bugiardo, ha inavvertitamente riportato una fonte ambigua, ciò che è peggio, scambiandola per il sito ufficiale del Museo di Baghdad, quando altri non è, che l’home-page di un “progetto americano”… di facciata!

Il progetto citato dall’anonimo staff del fake-blog “perle complottiste”, che avrebbe dovuto comprovare l’estraneità dei fatti di una responsabilità americana nella grave distruzione del patrimonio culturale-storico-artistico dell’Iraq, dimostra, dalle parole dell’autorevole fonte Wafaa’ Al-Natheema, semmai il contrario, aggiungendovi inoltre che è stato finanziato con 15 milioni di dollari non avendo, però,riportato risultati concreti se non recensioni su riviste e testate giornalistiche in maniera superficiale…
Per il momento, bugiardi, si riconoscono come tali soltanto i creatori del fake-blog “perle complottiste”.

La seconda fonte utilizzata dal fake-blog, richiama niente di meno che l’autorevolissima sezione di Orientalistica del Dipartimento scienze dell’Antichità dell’Università di Pavia:

http://www.unipv.it/orientpv/htm/museo.html

E quello che segue è il commento gongolante, dell’oramai, già alticcio staff del fake-blog “perle complottiste”:

“Ahi che dolor... signor Mazzucco!
Ma come, l'Università di Pavia dice che a razziare il museo sono stati gli stessi irakeni, e non i soldati americani! Anzi, questi ultimi son dovuti intervenire per proteggerlo e per recuperare le opere trafugate!”

Il tutto è frutto d’interpretazione partigiana.
Su quel link, infatti, nulla è scritto in relazione a degli Irakeni che fossero entrati nel proprio Museo Nazionale a farne razzia:

“…Il museo non venne salvaguardato dai militari e fu saccheggiato da un primo gruppo di razziatori, che rubarono tutto quello che poterono portare via, dai computer, alle scrivanie, alle prese elettriche. Oltre a ciò compirono atti vandalici su alcuni reperti. Nei giorni successivi il museo fu depredato da razziatori più esperti…”

Oh bella! l'Università di Pavia NON dice che: "a razziare il museo sono stati gli stessi irakeni, e non i soldati americani!" Anzi si legge che non venne salvaguardato dai militari… genericamente! (anche se i carri armati americani erano parcheggiati la fuori… in attesa… di che, poi, non è dato saperlo!)
Gli autori del fake-blog “perle complottiste” si sono fatti interpreti di un ragionamento personale, mettendo, come al solito, ciò che è peggio (l’hanno fatto anche con me, non rispondendo pubblicando la conclusione di un mio articolo che avrebbero creduto di “debunkare”…), “in bocca” ad altri, un’invenzione di sana pianta…
Il loro ragionamento, molto infantile, è questo:

- sull’articolo dell’Università si legge che le razzie iniziarono prima dell’arrivo degli americani a Baghdad
- sull’articolo si legge che gli americani arrivarono dopo che il Museo venne razziato

Conclusione del fake-blog “perle complottiste”:
…i razziatori del Museo di Baghdad sono irakeni.

Che dire?
1 + 1= 3?!
No! …la deduzione del fake-blog “perle complottiste” è semplicemente una deduzione di parte, quindi necessariamente in malafede per il pregiudizio intrinseco che tale posizione obbliga ad assumere.
Premesso che l’articolo dell’Università di Pavia non riporta data, né nome dell’autore e le righe contate sono quindici, non esiste maniera per leggere ciò che asserirebbero aver compreso i “debunker” italiani.
Questi hanno interpretato, a propria immagine e somiglianza, per screditare Mazzucco, speculando irresponsabilmente, frasi mai asserite da tale autorevole ente, quale è l’Università di Pavia.
Ergo, il fatto che soldati americani siano entrati dopo le date indicate dell’inizio dei saccheggi, non stabilisce che non vi sia responsabilità americana negli avvenimenti. E ciò non esclude l’altro… Ne desumo che l’intento dell’autore dell’articolo dell’Università di Pavia era, semplicemente, far menzione del saccheggio senza dilungarsi sui dettagli…
Certo quando ci si trova di fronte a tali dubbi si approfondisce, piuttosto che rimanere nella superficialità, oltretutto, dovendo demolire l’altrui tesi ridicolizzando e offendendo…
…per lo meno si chiama l’Università per informarsi e scoprire che l’articolo è datato…

Mettendosi poi in contatto con il professore che a suo tempo ne ha curato la stesura…

Ma questo era troppo, per essere fatto da un fake-blog anonimo come “perle complottiste”, a tutto interessato, fuorché ammettere delle scomode verità per il movimento (…crollo!) dei “debunker” italiani…
Che frittata! Secondo questi pagliacci del fake-blog “perle complottiste”: Mazzucco sarebbe un bugiardo e gli Irakeni si sarebbero saccheggiati il proprio Museo Nazionale…
Certo! …la fame fa brutti scherzi! …la “fame” di visibilità sui motori di ricerca, bramata a tutti i costi dai “debunker” italiani con la malafede…

Vediamo le altre due fonti, meno importanti rispetto alla seconda e indubbiamente alla prima, utilizzate dallo staff del fake-blog “perle complottiste” per rendersi ancor più ridicolo di quanto, già, non si fossero dimostrati in passato:

http://www.defendamerica.mil/archive/2003-07/20030709pm.html

Bene! Un altro sito neutrale!!!
Nell’articolo compare la foto di alcuni reperti poggiati su un tappetino persiano in bella mostra… Un teschio e qualche statuetta funeraria, di cui qualcuna scheggiata e/o rotta dispongono l’illusoria combinazione di un eroico ritrovamento e recupero effettuato da parte dei militari in missione per tale motivo…
Nel saccheggio erano compresi monili, cilindri, gioielli, maschere, sigilli, vasi, anfore, oggetti, vasellame ecc. (di cui, ovviamente quella di Warta, la più famosa recuperata…[vorrei vedere chi l’avrebbe comprata al mercato nero!!]), di indiscutibile valore commerciale superiore, rispetto alle statuine funerarie recuperate…!

…poiché sono state ritrovate statuine funerarie ed un teschio, da soldati americani, non si può escludere una responsabilità ben più grave in merito, da parte degli stati Uniti d’America… e un simile articolo, la semplice operazione di facciata non riconducibile allo stesso scopo del “progetto” di Mr Simmons…

Ma pare che la foto illustrata nella testata del sito americano, per le menti dormienti del fake-blog “perle complottiste”, scagioni gli USA, dalla responsabilità del saccheggio di Baghdad…

In netto contrasto con Martin Sullivan, direttore esecutivo della «Historic St. Mary's City Commission», presidente della Commissione e consulente del presidente Bush per i Beni Culturali…

Sicuramente al fake-blog “perle complottiste” giunge nuovo questo nome…

Nome per altro di una carica dimessasi a seguito del pieno riconoscimento della responsabilità USA in merito al saccheggio dei Musei di Bagdhad, di Mosul e di Kirkuk:

“Nella lettera si parla di «distruzione sfrenata ed assolutamente evitabile», ricordando come le forze statunitensi siano state di una «straordinaria precisione e controllo» nel proteggere «i pozzi petroliferi ed il ministero del Petrolio». «La tragedia era prevedibile e evitabile - conclude la lettera - la tragedia non è stata evitata a causa dell'inazione del nostro paese». Con le stesse motivazioni si è dimesso dal Consiglio anche Gary Vikan, direttore dell’Art Museum Walters di Baltimora.”

Fin troppo generoso nei confronti del Governo americano, Sullivan, diplomaticamente non pare abbia proferito altri dettagli in merito finora…

“Prima della guerra del Golfo diverse opere furono portate nei magazzini o nei caveaux della banca centrale e non sono più state esposte. Inoltre, il catalogo ufficiale – al quale possono essere affiancate altre pubblicazioni per lo più monografiche o di mostre - risale al 1975-1976. Dopo quella data non se ne registrano aggiornamenti.“

“IL MISTERO DELLE CHIAVI - Gli esperti riuniti a Parigi hanno spiegato che i saccheggi sembrano essere stati condotti da persone esperte che sapevano bene cosa cercare: «Sembra che alla base vi fosse un'azione ben pianificata», ha detto McGuire Gibson, professore all'Università di Chicago University e presidente dell'American Association for Research a Bagdad. «I ladri sono stati capaci di prendere le chiavi delle casseforti e di portare via importanti reperti della Mesopotamia messi in salvo e non facilmente raggiungibili».”

(da una pubblicazione del Corriere della Sera del 2003)

Ma oramai inebriati dalle proprie sciocchezze ecco quest’illusoria affermazione vittoriosa:

“In sintesi: materiale recuperato a luglio del 2003 nel corso di un raid americano per ritrovare i manufatti rubati dal museo di Baghdad!
Come si mette la storia, signor Mazzucco?”

Beh! Che domanda idiota! Correggete immediatamente tutto e subito, a meno che non vogliate continuare a fare la figura degli imbecilli!

Ah! …mancava l’apoteosi, con l’assestamento del colpo di grazia con un’altra domanda stupida:

“Come si mette con quest'altro articolo di cui mostriamo uno shot, che spiega come militari di una base aerea americana in Irak hanno trovato preziosi reperti archeologici nel suolo dell'area militare, e riporta le dichiarazioni di uno storico irakeno che spiega che durante il regime di Saddam gli archeologi non avevano accesso a quell'area né a quello che veniva rinvenuto dai soldati irakeni che vi erano stanziati?”

...Iraq con la “k”!
Cominciamo a vedere che fonte è quella segnalata dal fake-blog “perle complottiste”:

Official web site of the United states Air Force…!

Che dire?! …sempre disinteressati nelle fonti!
…di seguito un’estratto:

“Sh. A. Ameen visited the base to assist Lieutenant Wernle in identifying the pieces and to assess whether construction could continue or if a more extensive excavation was in order.
Under Saddam Hussein's regime, archaeologists and historians were not allowed onto the base and had no access to anything found there, Mr. Ameen said. Under the new relationship with U.S. forces, he said he sees the opportunity to work together in helping to preserve Iraq's history.”

Ameen visitò la base per assistere al Lieutenant Wernle nell’identificazione dei pezzi e valutare se la costruzione avrebbe potuto continuare o se uno scavo più vasto fosse richiesto. Sotto il regime di Saddam, ad archeologi e storici non era permesso l’accesso alla base ne a qualsiasi cosa fosse trovato lì, disse Mr. Ameen. Sotto la nuova collaborazione con le forze USA, lui dice che ha visto l’opportunità di lavorare insieme per preservare la storia dell’Iraq.

Sembra di vedere il finto sito ufficiale del Museo di Baghdad… intanto avviene un ampliamento di una base militare, nei pressi del sito di Jarno a est di Kirkuk.

Comunque non penso che neanche oggi, in Italia, sia permesso a storici ed archeologi l’accesso ad una base militare per fare studi e scavi archeologici dove ce ne sia anche la certezza della presenza…
Ma dato che allora si parlava di Saddam, per Mr. Ameen, le cose cambiano…
Sarei curioso di parlarci con Mr. Ameen!

Quali siano le fonti segnalate dal fake-blog “perle complottiste” per negare una grave responsabilità americana in seno al deturpamento, alla distruzione e al saccheggio della cultura Irakena, si riassume in seguito:
- un sito di un progetto americano ambiguo, spacciato erroneamente al pubblico per sito ufficiale del museo di “Baghdad”
- un sito di un’Università, quella Italiana di Pavia, che, oltre ad esser travisato, avendone riportato nozioni manipolate, ripropone un racconto datato e succinto del saccheggio di Bagdhad
- un sito di notizie rilasciate dal DoD degli USA, per altro, intitolantesi “Defend America”…
- un sito dell’U.S.A.F. in cui un certo Mr Ameen, Irakeno, è compiaciuto e appagato della presenza americana in Irak perché finalmente può soddisfacentemente fare le sue ricerche archeologiche nei pressi della base militare ivi allestita…

No comment!

Ma perché, nell’ultimo caso di Mr Ameen, non riportare un articolo tipo questo?

“American-led troops using the ancient Iraqi city of Babylon as a base have damaged and contaminated artifacts dating back thousands of years in one of the world's most important archaeological sites, the British Museum said Saturday.
For example, military vehicles crushed a 2,600-year-old brick pavement, and archaeological fragments, including broken bricks stamped by King Nebuchadnezzar II, were scattered at the site, a museum report said. The dragons at the Ishtar Gate were marred by cracks and gaps where someone tried to remove their decorative bricks, the report said.”
http://www.nytimes.com/2005/01/16/international/middleeast/16britain.html?_r=1&oref=slogin

O questo?

A wave of protest has also come from the Archaeological Institute of America (AIA), which says any weakening of Iraq's strict antiquities laws would be 'disastrous'. President Patty Gerstenblith said: 'The ACCP's agenda is to encourage the collecting of antiquities through weakening the laws of archaeologically-rich nations and eliminate national ownership of antiquities to allow for easier export. ' The ACCP has caused deep unease among archaeologists since its creation in 2001. Among its main members are collectors and lawyers with chequered histories in collecting valuable artefacts, including alleged exhibitions of Nazi loot.
They denied accusations of attempting to change Iraq's treatment of archaeological objects. Instead, they said at the January meeting they offered 'post-war technical and financial assistance', and 'conservation support'.Among its main members are collectors and lawyers with chequered histories in collecting valuable artefacts, including alleged exhibitions of Nazi loot.
http://www.ddh.nl/pipermail/wereldcrisis/2003-April/004037.html

…se non ulteriormente questo:

Nabhal Amin, deputy director at the Iraqi National Museum, blamed the destruction on the United States for not taking control of the situation on the streets. On Saturday, Unesco - the UN's cultural agency - has urged the US and Britain to deploy troops at Iraq's key archaeological sites and museums to stop widespread looting and destruction. Armed men have been roaming the streets of Baghdad since the city was taken by US troops on Wednesday. Shops, government offices, presidential palaces and even hospitals have all been looted.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/2942449.stm

Quest’altro è ancor più significativo, “pare” si sapesse in anticipo cosa razziare:

By the time Asif Mohammed turned up for work yesterday morning, the ancient contents of Mosul's museum had vanished. The looters knew what they were looking for, and in less than 10 minutes had walked off with several million dollars worth of Parthian sculpture.
http://www.guardian.co.uk/world/2003/apr/12/iraq.arts

Consiglio quest’articolo, il titolo è chiaro: “sotto gli occhi di tutti”… Pardon! Delle forze U.S.A.:
Under the Eyes of U.S. Forces and This Happened?

"…the sack of the Iraq Museum under American occupation is unprecedented in recent history. The Nazis did remove museum collections, but they packed them carefully and kept inventories, which made their return after the war possible. The Iraqis were much berated for taking the collection of the Kuwait Museum during the first Gulf War, but they did so in accordance with the Hague Convention. They were responsible for the collection as invaders--so the packed it professionally, took an inventory, and informed UNESCO at the time that they had taken the collection to Baghdad for safekeeping. The one parallel, sadly, is the Mongol sack of Baghdad in 1258, when the library was destroyed and its invaluable manuscripts thrown into the Tigris.”
http://hnn.us/articles/1387.html

…per altre recensioni simili:

http://www.h-net.org/~museum/iraq_3.html

Quet’articolo è quantomai curioso:

“The United States army ignored warnings from its own civilian advisers that could have stopped the looting of priceless artefacts in Baghdad, according to leaked documents seen by The Observer.”
Its sacking was 'completely predictable', says the president of the Archaeological Institute of America, Jane Walbaum. A week before the looting, one of the institute's members, Patty Gerstenblith of De Paul University, wrote to Major Christopher Varhola, a US army civil affairs officer in Kuwait, asking for troops to be stationed at the museum.
'I am stressing this hard to the ground commander, but unfortunately I do not have good news for you,' Major Varhola replied. The Observer has seen documents submitted to senior US generals by ORHA on 26 March, listing 16 institutions that 'merit securing as soon as possible to prevent further damage, destruction and or pilferage of records and assets'. First was the national bank, next came the museum. The Oil Ministry, which has been carefully guarded, came sixteenth on a list of 16.

Il ministero del petrolio in una lista di 16 bersagli sensibili è sedicesimo come importanza eppure è risultato uscire indenne dai razziatori, così pure come il Ministero dell’Interno per l’ovvia importanza delle informazioni dei servizi segreti in esso contenute…
E ritroviamo anche Sullivan il dimissionario consulente dei beni culturali di Bush:

“Martin Sullivan, the chair of President Bush's Advisory Committee on Cultural Property, has already resigned over the issue, saying it was 'inexcusable' that the museum should not have had the same priority as the Iraqi Oil Ministry.“
http://www.guardian.co.uk/world/2003/apr/20/internationaleducationnews.iraq

Un altro articolo significativo parla chiaro in merito all’insediamento di una base militare all’interno di un altro sito archeologico di primaria importanza:

“The report, drafted by Dr. John Curtis – one of the world's leading archeologists – documents that the military base, built and overseen by Kellog, Brown and Root, a subsidiary of Halliburton, jeopardized what is often referred to as the "mother of all archeological sites." Helicopter landing places and parking lots for heavy vehicles caused substantial damage to the Ishtar Gate, one of the most famous monuments from antiquity.”
Turning Babylon into a military site was a fatal mistake," the Iraqi culture minister told Iraq Crisis Report. "It has witnessed much destruction and many terrorist attacks since it was occupied by Coalition Forces. We cannot determine the scale of destruction now. As a first step, we have completely closed the sites, before calling in international experts to evaluate the damage done to the [ancient] city and the compensation the ministry should ask Coalition forces to pay. We will run a campaign to save the city."
http://www.globalpolicy.org/security/issues/iraq/attack/consequences/2005/0328babylon.htm


Qui un altro sito dove si riportano alcuni danni causati dall’insediamento delle basi militari della coalizione sui siti archeologici:

http://www.williambowles.info/iraq/2005/babylon.html

…e qui un’opinione netta sul servigio che il saccheggio dell’Iraq, non solo del Museo (…a parte sarebbe meglio dire Musei), ha procurato alla ricostruzione di un’identità e di un Paese del popolo Irakeno:

“The US government—both the Republicans in the Bush administration and the Democrats in Congress—the major corporations and banks, the media and every other institution of the American establishment have blood on their hands.”
“The war in Iraq is being waged for imperialist plunder. It is in flagrant violation of international law. Its aim is the seizure of the vast oil wealth of the country and its transformation into a colonial protectorate.”
http://www.wsws.org/articles/2003/apr2003/leaf-a11.shtml

…non c’è modo di negare l’implicazione della coalizione USA/GB nella responsabilità dei saccheggi visti in Iraq nel 2003. E quest’ennesimo articolo tradotto in italiano parla esplicitamente in merito ad una responsabilità ben definita:

"USA implicati nel furto preordinato dei reperti storici iraqeni"
(alcuni estratti, l'articolo è lungo e i paragrafi al link segnalato ancor più interessanti)
Se il Museo di Baghdad fosse stato messo a sacco da abitanti dei quartieri poveri, ciò sarebbe già stato abbastanza criminale, e la responsabilità sarebbe rimasta sulle spalle dell'Amministrazione USA, che si è rifiutata, nonostante ripetuti appelli, di provvedere alla sicurezza degli edifici culturali di Baghdad. Tuttavia, non appena il personale del Museo è stato in grado di comunicare con l'esterno, è risultato chiaro che il saccheggio non era casuale. Era opera di persone che sapevano cosa cercare e che erano venute con le attrezzature speciali adatte a svolgere il lavoro.
Il Dr. Donny George del Museo di Baghdad ha detto: "Credo che fossero persone che sapevano quello che volevano. Hanno lasciato dov'era la copia dell'Obelisco Nero di Salmanassar, passando oltre. Questo significa che dovevano essere specialisti. Non hanno toccato le copie."
Parlando a Channel Four, ha affermato -rivolgendosi al Dr. John Curtis del British Museum- che tra i pezzi rubati ci sono anche il vaso sacro di Warka, un vaso d'oro di 5000 anni fa trovato a Ur, una statua accadica ed una assira. Il Dr. Curtis ha ribattuto dicendo che "è come rubare la Monna Lisa". Solo dopo una settimana dal saccheggio il Dr. George è stato in grado di allertare gli archeologi di tutto il mondo su ciò che era stato rubato. Le autorità militari americane non hanno fatto alcun tentativo per impedire che gli oggetti lasciassero Baghdad, né hanno promosso una ricerca a livello internazionale dei reperti rubati.
(il vaso di Warka è stato poi recuperato)
Un crimine del genere non veniva commesso dai tempi della sistematica spoliazione nazista dei musei d'Europa.
La rivista online statunitense Business Week ripete la tesi della premeditazione e della cospirazione nel sacco dei musei iraqeni in un articolo del 17/4 intitolato "Erano già pronti i ladri d'antichità?", con sottotitolo "Sapevano ciò che cercavano perché i mercanti d'arte avevano ordinato i pezzi più importanti in anticipo".
Il Business Week riporta: "E' stato come se gli esecutori stessero aspettando la caduta di Baghdad per muoversi. G. J. Stein, professore d'archeologia all'Università di Chicago, che ha condotto scavi in Iraq per decenni, è convinto che i mercanti avevano ordinato i pezzi in anticipo. "Stavano cercando esemplari molto specifici, sapevano dove guardare".
Fin dalla precedente Guerra del Golfo del 1991 antichi reperti iraqeni sono apparsi sul mercato provenienti dai musei che furono saccheggiati allora e da siti archeologici spianati con i bulldozer. In questi siti le statue sono state tagliate in pezzi per poter essere esportate.
Dopo il destino del Museo di Baghdad, si può concludere che il saccheggio e il rogo della Biblioteca è servito a mascherare un crimine più sistematico, in cui selezionati manoscritti sono stati rubati per ricchi collezionisti. In questo quadro si spiega la connivenza nel rogo dei libri - un'altra pratica nazista.
http://digilander.libero.it/pitb/mnemocidio.htm

Ai vari collegamenti di quest’ultimo sito indicato ci sono molteplici articoli in italiano estremamente approfonditi, oltre che per quanto riguarda la responsabilità dei saccheggi, anche per l’entità di questi…

Vergognoso che con 3 link americani e un articolo datato si poteva distorcere e stravolgere la storia moderna: lo staff del fak-blog “perle complottiste” ci è riuscito pienamente.
Questo è un resoconto pubblico della capacità di manipolazione dei “debunker” italiani dell’11 settembre…

Non fidatevi dei “debunker” italiani!

…a meno che non vi venga voglia di raccontare ad un Irakeno che gli USA abbiano salvaguardato la loro storia e che quello del dottor Simmons sia il Museo di Bagdhad…
Fate attenzione! …potrebbero arrabbiarsi seriamente.

In riguardo a Simmons c’è un’altra recensione molto ambigua. Avete fatto caso che il sito del Museo di Bagdhad (…quello vero! Indicato da me sopra…) è "mozzo"? Non ha l’identificativo dell’URL…
Leggete quest’articolo di cui riporto alcuni estratti:

“…the domain assigned to Iraq, ".iq," is stuck in a strange bureaucratic limbo -- the company that had administered it is under U.S. criminal indictment -- and could remain there for months.”
There's also a practical downside to using other countries' slices of the Internet. With many common site names already registered, "major brand names or organizational names in Iraq cannot even use their own name in their Internet address unless and until the .iq domain is reactivated," said John Simmons, an American who co-founded the Dialogue Channel, which promotes communication between Iraqis and international organizations.

Simmons says he's gotten more than 130 people to sign a petition imploring the Internet Corporation for Assigned Names and Numbers to free up ".iq."
http://forums.hostmysite.com/post-10621.html

Simmons si starebbe occupando della consegna dell’identificativo attraverso una petizione di 130 firmatari per riabilitarne l’utilizzo…
Stranamente però nel suo sito non compare un sostegno al vero Museo di Bagdhad, nell’home-page non si trovano link in tal senso…
Intanto, chi cerca il Museo Bagdhad, trova questo sito che rischia di destare un’opinione idiota del genere (parole del fake-blog “perle complottiste”), nell’immaginario dello sprovveduto lettore:

“…un'iniziativa del Dipartimento della Difesa americano: un mazzo di carte con immagini e consigli per i soldati americani allo scopo di sensibilizzarli a proteggere e rispettare il patrimonio archeologico irakeno!”

Ci sono testimonianze ai link collegati agli stessi link pubblicati in quest'articolo che ammettono quanto ai soldati americani fosse stato dato l'ordine di portare degli interpreti per chiamare la popolazione e invitarla a depredare negozi, uffici ecc. allo scopo di ottenere il caos totale... caos che poi avrebbe provveduto a coprire ciò che alla popolazione si sarebbe voluto attribuire in seguito...

Vi sono inventari e catalogazioni preparate dagli americani prim'ancora della prima Guerra del Golfo...

Vi sono i rapporti Governativi americani che, relativamente allo scopo di recensire i danni causati dal saccheggio, elencano altre razzie di gravità eguale o peggiore, basti pensare al furto di provette nei laboratori di AIDS/HIV, di "yellow cake"(materiale radioattivo), dei sondaggi nel ministero per gli approvvigionamenti di acqua potabile...

Quale modo più facile questo per ricondurre ad una guerra al "terrorismo" batteriologico/atomico, o scambiare con il petrolio i risultati dei sondaggi del sottosuolo?

Una cosa è certa, solo un fake-blog come “perle complottiste”, poteva pubblicare certe idiozie.

Basta rendersi conto delle domande retoriche ospitate in conclusione di certi loro cosiddetti “articoli”, per avere la certezza che questa gente è in malafede:

“E allora, vien da chiedersi: come mai Luogocomune banna e censura (in un modo o nell'altro) chi sostiene la verità storica dei fatti dell'11 settembre o cita link ai siti che smontano le teorie complottiste, ma poi non prende alcun provvedimento contro chi sostiene e pubblicizza il negazionismo dell'Olocausto, il razzismo, l'antisemitismo e il neonazismo?
Anche questo deve far riflettere...”
(conclusione tratta da un "articolo" del fake-blog “perle complottiste...)

La speculazione dell'olocausto degli ebrei è diventata un'arma psicologica molto apprezzata dal fake-blog "perle complottiste"...

...come diostrato in passato qui:

http://debunkerfakeblog.blogspot.com/2008/01/fake-blog-perle-complottiste-giusto.html

…e indubbiamente non può far che riflettere, avendo bene inteso da che pulpito venga la predica.

8 commenti:

Kolza ha detto...

G-E-N-I-A-L-E!!!

Kolza ha detto...

Ovviamente perle complottiste... non tu che li smonti ogni giorno :-))))))

stuarthwyman ha detto...

c'erano ancora molte altre cose da dire, ma l'articolo sarebbe diventato ancora più lungo...

Freeman ha detto...

Grazie per il lavoro, Stuart.
Davvero interessante ed illuminante sulla malafede di certi "debunkers".

Anonimo ha detto...

ciao SHM,
complimenti per l'articolo:
pazienza, ricerca, dati oggettivi e - come al solito - tanto tanto sputtanamento per i soliti "esperti" tuttologhi del nulla e della presunzione.

;)enjoy!

BAMBOOBOY

mihop911info.blogsspot

Anonimo ha detto...

eee che pignolo che sei... ;-)
un "piccolo errore" può capitare a tutti... anche confondere 'guardie' e 'ladri'... o per essere più esatti 'musei' e 'tombaroli'!!!

Jaio ha detto...

Ricordo che prima dell'invasione americana Saddam Hussein diceva:Che vengano gli americani, non sanno ancora dove diavolo si ficcheranno...Insomma, Saddam sarà stato un dittatore sanguinario ma il paese funzionava. Anche se fosse vero che sono gli iracheni che hanno depredato il museo, di chi é la colpa? Chi ha creato questo disordine per non dire casino? Credo che, stiamo assistendo ad una nuova colonizzazione. Anche se molti americani sanno dell'imbroglio, dicono che é per il loro paese. Cosa succederebbe se non avessero più petrolio? Se tutte le ambasciate americane del mondo sono protette dalla polizia locale, questo é un segno che stanno diventando antipatici a tutti. Se una parte del potere é pronto a sacrificare la simpatia che si erano guadagnati a suon di quatrini, vuol dire che sotto c'é gatta che cova e non sappiamo ancora cosa aspettarci. Non dimentichiamo che tutti i bombardamenti fatti sulle città italiane, li hanno fatti loro.
Eisenower in un discorso ai piloti dei 1900 aerei che andavano a bombardare Roma finiva cosí: ...E se dovete distruggere il colosseo, distruggetelo!

stuarthwyman ha detto...

...ma occhio al ministero del petrolio e a quello degli interni...