
martedì 23 febbraio 2010
"DEBUNKING" IS DEAD

domenica 26 luglio 2009
Fake-blog "straker enemy": "Apologia di un "debunker"..."
Non avevamo tuttavia mai visto un “debunker”, a suo dire preparato professionalmente sugli esplosivi in genere, ritrattare ancor prima che venissero commentate da un esperto le sue stesse considerazioni in relazione ad un dibattito appunto vertente sulla potenza degli esplosivi…
Flash-back
Oggetto della discussione all’epoca era la testimonianza di Barry Jennings, ripresa da me in più tempi in questo blog e sul sito “luogocomune”(qui e qui). Ma nello specifico, i commenti rilasciati dall’individuo descritto in premessa erano scaturiti da questo articolo, copiato e incollato in un fake-blog dei “debunker” dove ad oggi si dovrebbero ancora trovare pubblicati:






Fino a quando, con un articolo successivo non lo si sfidi in un confronto diretto:
“Dopo la presentazione dell’infondatezza della FAQ relativa a Jennings, Hanmar, sicuramente, non temerà di mettersi a confronto con un suo pari in fatto di detonazioni esplosive e danni collaterali generati da esse sulle cose e/o sulle persone.”
[...]
“Un appuntamento chiarificatore e più esaustivo con il proprietario di una miniera di graniti che utilizza quantitativi di esplosivo solitamente dell’ordine di 2 quintali è stato predisposto a stretto giro.”
[…]
L’apologia di Hanmar!
A seguito di tale articolo, anch’esso rapidamente copiato e incollato nel fake-blog sopra, Hanmar si sente in dovere di fare una precisazione. Precisazione che a prima vista appare come una strenua difesa di quanto da lui precedentemente asserito, ma che nel particolare denota la sua volontà di offrire un diversivo utile semmai a tentare di spostare l’attenzione da quanto da lui stesso dichiarato:

A volte ritornano…
Ma come si dice per l’assassino che prima o poi ritorna sempre sulla scena del crimine, così anche il “debunker” è ritornato fraudolentemente sull’argomento tempo dopo, facendo finta di nulla e vagheggiando una battuta ironica assai:

Poichè non è più mio interesse perdere tempo ulteriormente con gente che si rimangia le parole o ci gira intorno, pubblico qui di seguito il questionario suddetto, con buona pace di Hanmar & dei suoi compagni di merende a lui fedeli:
SHM: Attualmente quale attività svolgi?
M.C.: Direttore di una cava di quarzite
SHM: Fate uso di esplosivi?
M.C.: Si
SHM: Che tipo di esplosivi usi?
M.C.: Nitrato di ammonio
SHM: Potresti dire il quantitativo massimo da te utilizzato in cava?
M.C.: 250 kg
SHM: A che distanza ti trovi più o meno dall’esplosione e a che altezza rispetto al piano in cui l’esplosione avviene?
M.C.: 150 metri di distanza, 10 metri più in alto rispetto al piano in cui avveniva l’esplosione
SHM: Come definiresti il rumore da te udito?
M.C.: Rumore sordo, cupo in quanto avveniva tra i 2 e i 7 metri di profondità
SHM: Hai mai visto detonare piccoli quantitativi di esplosivo?
M.C.: 1 kg di gelatina in un foro a 4 metri di profondità, stavamo a 20 metri e sentivamo un rumore molto basso e sordo
SHM: …hai assistito ad esplosioni avvenute fuori terra?
M.C.: Si
SHM: Che quantitativo hai utilizzato?
M.C.: 2 kg di tritolo
SHM: In questo caso a che distanza ti trovavi?
M.C.: Alla distanza di sicurezza: 150 metri circa…
SHM: Come definiresti il rumore da te udito?
M.C.: Rumore più istantaneo e acuto
SHM: Tu e chi stava accanto a te avete provato un forte dolore agli orecchi?
M.C.: Assolutamente niente
SHM: Vorrei entrare un po’ più nello specifico introducendo una testimonianza di un uomo poi salvato, intrappolato in un edificio che poi è crollato. Mi riferisco al WTC7 crollato alle 17:20 dell’11 settembre 2001 a New York. Barry Jennings, questo era il suo nome, ha riferito di forti esplosioni udite al piano 6°, durante la mattina e, a suo dire, provenienti da sotto di lui. Dai rapporti NIST sappiamo che il solaio del piano 6° era rinforzato rispetto agli altri sopra di esso. Il NIST ha redatto un’appendice al suo rapporto in cui esamina l’ipotesi di un evento esplosivo dichiarando che la carica necessaria al taglio di una delle colonne sarebbe stata pari a 2 libbre(907 grammi)…
Secondo te se una carica di esplosivo di 907 grammi venisse collocata su di una colonna
perpendicolare al solaio rinforzato, per esempio a soli 2 metri di distanza da esso, che conseguenze pensi possa provocare ad un uomo che si trovi sul piano del solaio rinforzato?
M.C.: Credo che non abbia conseguenze importanti e non conseguirebbe lesioni fisiche
SHM: Ne sei sicuro, voglio dire, come fai a dirlo?
M.C.: La separazione del solaio è garanzia dell’incolumità della persona e poi se quella è la carica utilizzata per il taglio della colonna…
SHM: Secondo te, lo chiedo con parole mie, è corretto dire che un ostacolo come un solaio rinforzato possa procurare un’attenuazione drastica dell’energia di compressione generata dall’eventuale esplosione dell’ordigno situato a 2 metri di distanza?
M.C.: Ragionevole
SHM: Considerando che, ai lati del piano 5° la propagazione del rumore si trovi ostacolata ai relativi punti cardinali da banchi di ascensori in serie, muri in cemento, serie di generatori, androni delle scale, sfiatatoi, locali tecnici e pannelli con grate e che dal piano 5° in questione al piano 3° si trovino nell’ordine, un solaio pesantemente rinforzato, lo spazio soffitto-pavimento tra piano 5° e piano 4°, il solaio del piano 4° e il presunto punto d’ascolto è possibile secondo te che avendo collocato una carica da 1 kg ca sulla colonna in questione e al di sotto, 2 piani più sotto, appunto al piano 3°, il rumore generato dalla deflagrazione possa essere enormemente attenuato e/o non percepito obbligatoriamente come un’esplosione dai presenti?
M.C.: Assolutamente si, probabilmente non sentirebbero quasi niente…
SHM: Ti mostro il sistema di “belt truss” allestito nella struttura dell’edificio in prossimità dei piani dal quale il testimone ha sentito provenire l’esplosione(5°) e si trovava(6°). Secondo te sbaglio a ritenere che una continuità di elementi ad “X”, inserite in supporto della stabilità della struttura a quei piani e correnti fino a terra, possa frazionare, attenuare e assorbire drasticamente le vibrazioni conseguite dalla deflagrazione di cariche esplosive collocate al piano 5°, preposte al taglio delle colonne, e quindi potenzialmente non essere percepite necessariamente e obbligatoriamente dai presenti al piano 3° come il prodotto di un’esplosione?
M.C.: No, secondo me non sbagli.
mercoledì 25 marzo 2009
Fake-blog "straker enemy": "Desperate house"debs"!"
Esssse è un pirla!
sabato 26 luglio 2008
Fake-blog "undicisettembre": "Whole lotta... stuart!!!"
Sarà in vacanza, o si è dileguato per non esser costretto a smentire pubblicamente i suoi colleghi?!!!
Di seguito pochi rapidi passaggi per riscontrare l’incompetenza dei “debunker”…
Tra i commenti di un articolo demenziale troviamo questi scivoloni:



http://undicisettembre.blogspot.com/2008/07/lorigine-della-teoria-del-carrello.html
1°:
l’estratto riportato dai “debunker”, per screditarmi, non proviene da un articolo scritto… dal sottoscritto! …infatti l’autore è l’utente “Sigmatau”!

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2110
2°:
FMCS non sta per il plurale di “Flight Management Computer”, ma, come si evince dalla descrizione del flight deck del Boeing 757-200 sul sito stesso della Boeing, sta per:
flight management computer system
http://www.boeing.com/commercial/757family/200back/back4.html
3°:
tra le tante sciocchezze che si leggono nel fake-blog “undicisettembre”, tra l’euforia generale degli ignoranti lì presenti, si trova riportato anche il concetto per cui i comandi degli aerei non si potrebbero bypassare e portare dove si vuole, dicendo che sarebbe una favola smentita addirittura dalla stessa Boeing!
Di seguito, un estratto da un articolo che pubblicai su “Bugie Totali” (…nell’articolo vi sono i link alle fonti), in cui descrivevo come questa tecnologia fosse vecchia, al 2001, di almeno vent'anni:
"Gli aerei vennero pilotati da una base a terra, a causa dell’elevato rischio dovuto ai test di manovrabilità. In tre anni e mezzo di durata del programma vennero fatti volare 26 volte.
Ogni HiMAT è dotato di un sistema di calcolo digitale e venne pilotato a distanza da un pilota ricercatore della NASA da una base a terra, tramite una videocamera nella cabina. C’era anche un TF-104 che seguiva in sostegno il velivolo: qualora il pilota remoto, da terra avesse perso il controllo dell’HiMAT, il pilota dell’TF-104 sarebbe intervenuto rilevandone prontamente i comandi."
http://bugietotali.blogspot.com/2008/02/remote-control-hyper-himat-nasa-dryden.html
Questo succedeva oltre 20 anni prima l’11 settembre 2001. Chiaro che da quel periodo tali sistemi si siano evoluti enormemente…
Come già ampiamente spiegato in passato, ogni volta, i “debunker” dimostrano l’incompetenza generale su qualsiasi argomento…
…i loro scritti sono completamente inaffidabili, la loro lettura induce un rischio ed un pericolo per chiunque voglia approfondire l’argomento, pertanto raccomando eccezionale attenzione a chi si voglia avventurare nei meandri di cotanta dis-informazione…



