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giovedì 25 febbraio 2010

Fake-blog "undicisettembre": "La patata bollente!"

Che cos’è il fallimento?!

Dal dizionario Devoto-Oli, tra le varie definizioni si legge:

Senso figurato: esito negativo, clamoroso insuccesso, dissesto irrimediabile...

In questo caso mi riferisco distintamente al clamoroso insuccesso ottenuto dal “gruppo undicisettembre” nell’espletamento del presunto “debunking” attuato in questi anni nei confronti delle cosiddette “teorie alternative” che ruotano intorno al 11 settembre 2001.

Se andiamo a vedere la presentazione pubblicata sul loro spazio, si legge:



[…]ci sono senz'altro delle zone grigie e degli aspetti ancora da chiarire intorno agli attentati dell'11 settembre 2001[…]

…i “debunker”, riconoscono l’esistenza di falle nelle spiegazioni governative, e attraverso Attivissimo ne individuerebbero alcune, secondo loro presunte tali, ma presuntuosamente e arrogantemente ritengono, pur non avendo chiaro cosa sia successo esattamente quel giorno, di poter formulare e poi offrire al pubblico delle conferme in riferimento a queste spiegazioni.

Loro, non hanno dubbi su quanto sia successo il 9/11.
Come affermano, se li sono levati tutti…

Premesso che la strategia del “debunking” si incentri principalmente sulla decontestualizzazione dei vari dettagli che ruotano intorno agli sviluppi degli eventi di quel giorno, e premesso che al lettore accorto tale decontestualizzazione non sfugge, a ricamare ulteriormente l’esito negativo che ne scaturisce da tale atteggiamento irriguardoso, è la costante contraddizione di fondo dei concetti da loro presentati.

Ultimamente i “debunker” hanno mostrato la testimonianza di Lenny Curcio, al 9/11, tenente del dipartimento antincendio di New York(FDNY).

Ricordo al pubblico quale fosse l’agognato fine dei “debunker” di questa divulgazione:

"...smonta senza ogni dubbio le tesi cospirazioniste che vorrebbero, tra altre assurdità, il World Trade Center 7 demolito con esplosivi."

Nel ringraziare Lenny per lo sforzo, qui di seguito riporto invece un estratto della sua testimonianza:



La parte sottolineata in rosso è la nostra “patata bollente” che ustiona le manine dei “debunker”:

“L'incendio andava da un lato all'altro dell'edificio ed era estremamente intenso; una cosa del genere poteva essere stata causata solo da una sostanza accelerante, come del carburante.
Questo tipo di incendi ha conseguenze molto negative su strutture come quella degli edifici del WTC.”

In questo modo, l’estratto potrebbe apparire decontestualizzato e fine a se stesso, ma a ben vedere, di fatto rimarrebbe comunque tale, anche se reinserito nel contenuto dell’intera testimonianza…

Anzi, in essa appare del tutto secondario, anche se pur sempre in sostegno del “debunking” del momento!

Se però cominciassimo a confrontarlo con quanto scritto sui rapporti del NIST, o della FEMA, noteremmo subito che l’affermazione di Lenny è in netta contraddizione con le “versioni ufficiali”.

Senza andare a spulciare i capitoli “tecnici” sviluppati dal NIST nei suoi rapporti, è sufficiente leggersi una delle FAQ riguardanti il WTC7 direttamente dal sito internet del NIST per rendersi conto immediatamente che questa affermazione non sarebbe soltanto una misera “zona grigia”, ma un annullamento vicendevole dei due concetti espressi da Lenny Curcio e dal NIST stessi:
Did fuel oil systems in WTC 7 contribute to its collapse?

No. The building had three separate emergency power systems, all of which ran on diesel fuel. The worst-case scenarios associated with fires being fed by ruptured fuel lines—or from fuel stored in day tanks on the lower floors—could not have been sustained long enough, could not have generated sufficient heat to weaken critical interior columns, and/or would have produced large amounts of visible smoke from the lower floors, which were not observed.

As background information, the three systems contained two 12,000 gallon fuel tanks, and two 6,000 gallon tanks beneath the building’s loading docks, and a single 6,000 gallon tank on the 1st floor. In addition one system used a 275 gallon tank on the 5th floor, a 275 gallon tank on the 8th floor, and a 50 gallon tank on the 9th floor. Another system used a 275 gallon day tank on the 7th floor.

Several months after the WTC 7 collapse, a contractor recovered an estimated 23,000 gallons of fuel from these tanks. NIST estimated that the unaccounted fuel totaled 1,000 ±1,000 gallons of fuel (in other words, somewhere between 0 and 2,000 gallons, with 1,000 gallons the most likely figure). The fate of the fuel in the day tanks was unknown, so NIST assumed the worst-case scenario, namely that they were full on Sept. 11, 2001. The fate of the fuel of two 6,000 gallon tanks was also unknown. Therefore, NIST also assumed the worst-case scenario for these tanks, namely that all of the fuel would have been available to feed fires either at ground level or on the 5th floor.


Vien da chiedersi molto semplicemente, apprendendo il contenuto della FAQ, chi abbia ragione: il NIST, attraverso il fior fiore di simulazioni effettuate da esperti vari, o l’esperienza di Lenny, maturata sul campo in anni e anni d’incendi domati?

C’è da chiedersi anche: “Ma, e i “debunker” non sapevano di questa FAQ del NIST?”

Per la prima domanda non saprei rispondere con certezza per la seconda credo di potermi arrischiare a rispondere che i “debunker” sapevano e sapevano bene dell'esistenza di questa FAQ, visto che l’hanno pure tradotta e pubblicata!

I sistemi che utilizzavano carburante nel WTC7 contribuirono al suo collasso?

No. L'edificio era dotato di tre gruppi elettrogeni d'emergenza separati, tutti alimentati da carburante diesel. Gli scenari che considerano il caso peggiore, in cui gli incendi venivano alimentati dalle linee di alimentazione del carburante tranciate, o dal carburante immagazzinato nei serbatoi secondari ai piani inferiori, non sarebbero stati sostenibili per un periodo di tempo sufficiente, non avrebbero potuto generare calore sufficiente a indebolire le colonne interne vitali, e/o avrebbero prodotto grandi quantità di fumo visibile dai piani inferiori, che non furono osservate.

A titolo d'informazione supplementare, i tre gruppi elettrogeni contenevano due serbatoi di carburante da 45.000 litri e due da 22.700 litri sotto gli accessi per carico merci dell'edificio, nonché un singolo serbatoio da 22.700 litri al piano terra ["first floor" in originale, secondo l'uso americano]. Inoltre uno dei gruppi utilizzava un serbatoio da 1040 litri al quinto piano, un serbatoio da 1040 litri all'ottavo piano, e un serbatoio da 190 litri al nono piano. Un altro gruppo utilizzava un serbatoio secondario da 1040 litri al settimo piano.

Vari mesi dopo il crollo del WTC7, un'impresa recuperò circa 87.000 litri di carburante da questi serbatoi. Il NIST ha stimato che il carburante mancante ammontava in totale a 3700 ±3700 litri (in altre parole, da 0 a 7500 litri, con 3700 litri come valore più probabile). La sorte del carburante nei serbatoi secondari è ignota, per cui il NIST ha considerato il caso peggiore, ossia che fossero pieni l'11 settembre 2001. Anche la sorte del carburante dei due serbatoi da 22,700 litri è ignota. Pertanto, il NIST ha considerato il caso peggiore anche per questi serbatoi, ossia che tutto il carburante sarebbe stato disponibile per alimentare incendi al livello del suolo oppure al quinto piano.


I “debunker” non sembrano interessati a questa incongruenza, infatti, fraudolentemente, non hanno proferito nulla in riguardo, probabilmente perché, siccome entrambe le spiegazioni, sia quella del NIST, sia quella di Lenny, sostengono, anche se in maniera diversa, la versione comunemente conosciuta dei fatti, a loro va bene così…

Per i “debunker”, la testimonianza di Lenny Curcio è come un soprammobile da spolverare ogni tanto, allorquando si presenti lo sprovveduto di turno a cui sbatterla in faccia arrogantemente…

Idem la FAQ del NIST.

Ma entrambe devono essere necessariamente decontestualizzate per ottenere l’effetto agognato ottenuto dalla loro strumentalizzazione!

Sennò, guai...!



Purtroppo per i “debunker”, il fallimento è inevitabile essendo l’approccio verso la storia e verso la scienza così di basso profilo, così come mostrato ancora oggi per l’ennesima volta.

Non c’è onestà intellettuale nel "debunking", quindi:

disonestà intellettuale = fallimento di credibilità

sempre

N.B.
Per chi volesse seguire la discussione seriamente può farlo nel topic apposito aperto su “luogocomune”.

domenica 13 settembre 2009

Fake-blog "undicisettembre": ""Debunking" is about to blow up!"

Diciamocelo chiaramente: il “debunking” è uno strumento creato per costituire l’unico contradditorio esistente da opporre ad un’enorme maggioranza di individui che non ritengono credibile la “versione ufficiale” del 9/11 propinata dalle autorità governative americane.

E' un ulteriore fatto confermato molteplici volte in questo blog che il “debunking” italiano si rifacesse alle stesse meschine e subdole pratiche dello pseudo-scetticismo…

E si è visto benissimo come in questi anni tale strumento sia stato ferocemente strumentalizzato per sovvertire la normalità di una serena discussione istituendo violentemente un separatismo tra portatori di opinioni opposte: i “debunker” da una parte portatori di un’opinione favorevole alla c.d. “versione ufficiale” del 9/11 e i loro oppositori tacciati da questi di paranoia e altre amenità del genere tanto amate dagli pseudo-scettici…

In qualche modo, bene o male, più male che bene, si andava avanti…!

Ma ultimamente il “debunking” ha raggiunto il suo apice di imbecillità sostanziale contravvenendo alla prima regola del dibattito: il dialogo.

Con un’astuta mossa, il “debunking” da oggi rifiuta definitivamente il dialogo:

“I commenti sono stati quindi chiusi e congelati: quelli pubblicati finora resteranno intatti, ma non ne verranno accettati di nuovi. Chi vorrà mettersi in contatto con noi per segnalare notizie, errori, aspetti da chiarire o per soddisfare dubbi non risolti dalle FAQ potrà continuare a farlo liberamente inviando una mail a undicisettembre@gmail.com.”

...la conseguenza è che da oggi tutta questa marmaglia di individui non perderà più tempo a rispondere a commenti lunghi o corti che siano, ma potrà impegnarne invece a volontà per pubblicare le solite notizie distorte e manipolate senza rendere conto a nessuno del riconoscere che molte notizie che non sono state da questi pubblicate in passato incrinerebbero spaventosamente la visione ideologica fantastica che traspare dal fake-blog “undici settembre”…

Pensare che soltanto il 9/09/2009 i “debunker” avessero sfornato 12 domande poste alla loro controparte e che solo quattro giorni dopo abbiano attivato la censura fa capire che senso possa avere questa nuova strategia di basso rango adottata da questi infimi individui…

Anche se nonostante ciò hanno avuto risposta, un utente su "luogocomune" si è preoccupato di onorare tale dibattito...

Per qaunto mi riguarda avendo individuato un tenore pretestuoso ne avevo considerata soltanto una...

…oggi è il 13 settembre 2009. Due giorni fa era l’anniversario del pessimo inganno inferto all’umanità da otto anni a questa parte.


Niente più dialogo: questo è quello che per i “debunker” meritano le vittime morte e morenti del 9/11.



Mi chiedo invece, visto che oramai i "debunker" non dovranno più rispondere ai commenti se troveranno il tempo invece per rispondere a 12 domande a loro poste visto che adesso ne hanno in abbondanza...




PRIMA PARTE



SECONDA PARTE



TERZA PARTE

martedì 23 giugno 2009

Fake-blog "undicisettembre": "11° comandamento: Padre, non perdonare i "debunker", perchè sanno quello che fanno."

Se un buon giorno si vede dal mattino un buon articolo si vede dal titolo.
Ma non è questo il caso per quel che concerne gli articoli dei “debunker”, di continuo intenti a spammare sulla rete disinformazione sull’11 settembre 2001.

Le loro pruriginose dita hanno battuto l’ennesimo articolo incentrato sul discredito nei confronti del prof. Harrit, autore della controversa pubblicazione tesa a dimostrare la presenza di residui con principi termitici ancora attivi tra le poveri rinvenute al WTC di New York a seguito dei collassi delle tre torri.

Se qualcuno avesse ancora dubbi riguardo la certezza della falsità con cui i “debunker” condiscono i propri articoli, il titolo di uno di questi dovrebbe finalmente dirimere esaurientemente e definitivamente la singolare questione:


Decostruzione semplice delle falsità rinvenute esclusivamente all’interno del titolo:
1°) L’”articolo complottista”, nell’immaginario collettivo dello pseudo-scettico comune, si presume debba ricondursi all’abituale etichettatura, utilizzata nel “debunking”, nel tentativo di screditare chiunque abbia forti dubbi sulle versioni ufficiali dell’11 settembre. In questo caso è riferita al lavoro scientifico pubblicato dal prof. Harrit.
2°) Risulta immediatamente lampante un falso: infatti non è vero che la rivista scientifica che ha pubblicato il lavoro del prof. Harrit avrebbe anche accettato uno scritto in gergo indicato come “non-sense”.
3°) La rivista scientifica che ha pubblicato il lavoro del prof. Harrit si chiama “Open Chemical Physics Journal”, la rivista che avrebbe “accettato” l’articolo “non-sense” si chiama “Open Information Science Journal”. Due riviste ben distinte e separate ognuna dall’altra, un diverso “Editorial Board” di esperti, materie specifiche totalmente differenti per contenuti, diverso “editor-in-chief” ecc. ecc. ecc.!

Non c’è da meravigliarsi se il titolo dato dai “debunker” abbia a che fare con una o più falsità.
Anziché chiedersi per l’ennesima volta quindi il perché di questa attività mistificatoria è più vantaggioso per tutti riuscire invece ad individuare laddove si celi l’inganno sottoposto incautamente dal “debunker” piuttosto che andare a comprendere le ragioni personali che lo spingano a mentire pubblicamente con una certa placidità.

…senz’ombra di dubbio un titolo ingannevole desta, in chi se ne rende conto, un allarme quanto ad un’introduzione verso un contenuto successivo potenzialmente altrettanto ingannevole.
Tale deduzione, come si legge appunto nel seguito, pare confermata...

Gli autori di tale pubblicazione, Paolo Attivissimo e l’utente siredward, già ampiamente ripresi in passato su “fakeblogdebunker”, confermano questa pervicace volontà di manipolare i resoconti dei fatti connessi all’11 settembre...

Dal tre aprile 2009, data della pubblicazione del lavoro del prof. Harrit sull’”Open Chemical Physics Journal”, son passati oltre 75 giorni. In questo periodo di tempo i “debunker” gli hanno “dato addosso” quasi una decina di volte con altrettanti articoli al limite della decenza.

Senza entrar nel merito dei tentativi di delegittimazione perpetrati contro la persona del prof. Harrit, in riferimento a metodologie di discredito operate ai suoi danni, è istruttivo invece riconoscere che qualsiasi notizia ruotante intorno alla “Bentham Pubblishers”, o ad una sua rivista, o allo scritto del prof. Harrit stesso, venga immediatamente strumentalizzata dai “debunker” per speculare su conclusioni che ambirebbero sempre lo scopo di attenuare, oltretutto trasversalmente, la credibilità di quanto riportato sull’analisi delle polveri rinvenute al WTC.

Nell’ultima notizia riportata da questi due individui ci vien detto che due autori, preparato un manoscritto dal contenuto privo di senso, lo inviano al “Open Information Science Journal” della Bentham per testarne il “peer-review”(controllo).

…l’esito di questo controllo è risultato essere un’accettazione da parte della Bentham. Da qui la conclusione avanzata da siredward e Paolo Attivissimo: siccome la Bentham ha accettato un articolo non-sense è probabile che il lavoro del prof. Harrit sia di dubbia credibilità.
Piuttosto facile come archiviazione di un lavoro scientifico problematico come quello del prof. Harrit…

Ma speculando che l’articolo “non-sense” fosse stato accettato e quindi, non solo la rivista, ma tutti i lavori pubblicati negli altri giornali del gruppo Bentham(oltre 200…) non godrebbero di serietà, si deve comunque parimenti tener conto del fatto che gli autori stessi del manoscritto “non-sense” fondano le loro conclusioni su di un’interpretazione personale di uno scambio di mail con la Bentham che, ovviamente, nell’articolo dei “debunker”, guarda a caso, non viene riportata…

Gli autori, a seguito dell’approvazione dell’articolo “non-sense”, hanno ricevuto una mail dalla Bentham in cui venivano invitati a fornire gli estremi per le modalità di pagamento della pubblicazione. Chiaro che, in questo passaggio, oltre all’opzione di scelta delle modalità di pagamento, si trova uno spazio apposito per riempirlo, obbligatoriamente, vuoi anche per le leggi connesse alla tracciabilità del denaro, dei dati anagrafici degli autori.

In questo e soltanto questo specifico caso, le vere identità degli autori, sarebbero state scoperte direttamente dalla Bentham…

Per essere più precisi è stata la seconda volta che i due autori ci hanno provato! Già in passato infatti avevano tentato di testare il “peer-review” della Bentham con un altro articolo “non-sense”, su di un’altra rivista del gruppo, fallendo… E la Bentham se n’era accorta… Rimandando il pacco al mittente!

Questa volta invece gli autori hanno cantato vittoria per l’approvazione del manoscritto “non-sense”. Contenti, se così si può dire, di aver dimostrato, in qualche modo, la fallibilità del “peer-review” della rivista in questione...

Certo, qualcun altro sarebbe andato avanti fino alla pubblicazione…! Invece i due autori, forse timorosi di dover sborsare gli 800 dollari di spese, hanno pensato bene di avvertire la Bentham:
“Guardate che ci sono degli errori nel nostro articolo!”

Sembra fosse questo il vero timore. La prima volta i due autori infatti si preoccuparono proprio di questo aspetto relativo alle condizioni di pagamento delle spese di pubblicazione:


…fantasticando che tale richiesta della Bentham, di non cancellazione dell’articolo una volta inoltrato per l’approvazione, fosse dovuta, non alla responsabilità connessa alla paternità dell’articolo, ma ad una semplice necessità di profitto economico e nient’altro…

Un’altra maldicenza, questa… sulla quale i “debunker” speculano, attaccando assurdamente la credibilità della rivista su cui invece è stato pubblicato il lavoro del prof. Harrit.

Ma se, la “bentham” avesse rigettato l’articolo, non si sarebbe venuti a conoscenza dei responsabili come la prima volta...

I due autori sono stati definiti dallo stesso prof. Bambang Parmanto, dimissionario”Editor in Chief” dell’“Open Information Science Journal” a seguito della vicenda, colpevoli di atteggiamento anti-etico:

“Parmanto did add, however, that the perpetrators of the hoax -- Cornell grad student Philip Davis and Kent Anderson, executive director of international business and product development at the New England Journal of Medicine -- were also guilty of some degree of unethical behavior.”

I “debunker” preferiscono credere che alla bentham il “peer review” sia discutibile, ricamandoci sopra tutte le insinuazioni connesse alla vicenda del lavoro del prof. Harrit, piuttosto che riconoscere che effettivamente abbia avuto più ammissibilità la curiosità della Bentham di scoprire chi veramente si celasse dietro le identità false procurate dagli autori del manoscritto “non-sense”. Per altro, i due autori di tale “test”, astutamente(!), per la seconda volta, hanno utilizzato lo stesso falso nome per conto della stessa falsa organizzazione adoprata la prima volta quando il loro “lavoro” venne rigettato dalla Bentham…!!!

Tutto ciò i “debunker” omettono (appositamente?!) di ricordarlo…

Considerazioni:
- La Bentham Pubblishers pubblica in Open Access. Ossia gli utenti finali delle pubblicazioni non pagano perché i lavori sono resi pubblicamente disponibili una volta approvati. Gli autori del fake ai danni della Bentham operano in una rivista scientifica che si basa sul sistema contrario: ossia gli utenti pagano per avere gli articoli.
- Tra i due metodi di pubblicazione esistono antagonismi partigianeschi
- I due autori del fake inviato alla Bentham si dichiarano apertamente contro l’Open Access e il loro (fake?)blog ne è la dimostrazione… (… come se si chiedesse ad Attivissimo che ne pensa dei crolli delle torri gemelle!)

…mi chiedo, dal momento che sembra che l’unico modo per attaccare il lavoro del prof. Harrit, sia quello di gettar fango sulla rivista o sulle altre riviste del gruppo, o sul gruppo Bentham stesso che l’ha pubblicato: perché i “debunker”, o i loro altri affini pseudo-scettici, non si mettono a fare una revisione di un lavoro a caso contenuto in una delle oltre 200 riviste o, meglio ancora, sul lavoro del prof. Harrit?

...a quanto pare ci doveva pensare proprio chi invece è dichiaratamente convinto che l’11 settembre 2001 sia stato un lavoro interno.

mercoledì 15 aprile 2009

Metamorfosi di un "antibufala"!

In un articolo precedente scrivevo:

“I “debunker” si presentano al pubblico apparentemente come un gruppo di persone unite e coerenti tra loro. Ognuno sostiene l’altro, anche se in completo torto, sempre ed indistintamente.”


L’articolo è stato copiato e incollato in un loro fake-blog dove, confortevolmente e a proprio agio, i “debunker” si sono sentiti liberi di lasciare andare la propria fantasia:

...il pezzo trattava la FAQ del NIST riguardante Jennings e la polemica mossa contro la mia obiezione al NIST dal sedicente “antibufala”: i “debunker” sono riusciti con difficoltà a restare in topic per 24 commenti(escludendo i miei), su un totale di 105, fino all’arrivo di un utente buontempone meglio conosciuto in rete con lo pseudonimo di “siredward”…

La forzatura di “siredward”, come visto anche nei precedenti articoli e commenti in “fakeblogdebunker”, sta nel voler sostenere a tutti i costi un fraintendimento di Jennings in merito alla propria time-line di eventi accorsi l’11 settembre 2001…

Trovandosi in casa sua, in “OT” estremo (tollerato dal responsabile del blog), il coretto di commentini in suo sostegno morale non è mancato…

Così, mentre l’articolo e il suo oggetto badavano a specificare una bufala da parte del NIST e una caduta di Attivissimo nella bufala contenuta nella FAQ, siredward si prodigava in una rozza operazione di “debunking” a lui congeniale: “lo spostamento del paletto”!

Da qui in poi, in serie, le sue solite grossolane congetture dettate probabilmente da personali convinzioni ideologiche in contrasto con la realtà:
- Jennings si è sbagliato sull’orario del suo arrivo all’OEM
- Jennings era al piano 6° nel momento in cui crollava una delle 2 torri
- Jennings non ha menzionato dolore agli orecchi quindi non è avvenuta un’esplosione
- Jennings era troppo vicino all’esplosione si che quindi l’esplosione non avrebbe potuto essere quella di una carica da demolizione
- Ecc. ecc. ecc.

Volendo lasciarmi trascinare lietamente nel’OT imposto da siredward, dalla “discussione” conseguita si sono desunte altre singolarità proprie del “debunker”:

- Non fornisce mai una versione dopo avertene deliberatamente rigettata una
- Non risponde mai, o quasi, ai quesiti diretti che gli si pongono
- Trascura i refusi che commette dopo che glieli hai fatti notare con estrema serenità
- Evita di addentrarsi nella specificità del dettaglio ma pretende che tu segui la sua pseudo-logica
- S’impermalosisce facilmente quando gli fai notare simpaticamente che ha detto una sciocchezza
- S’indigna se introduci un’ipotesi ma se lui ne introduce una facendola seguire da una conclusione a lui favorevole, senza argomentarla, devi prenderla per certezza…
- Se lui etichetta una testimonianza allora quella testimonianza si può scartare…
- Lui può introdurre un esempio assurdo in una discussione(vedi “le mucche volanti”) per dimostrarti che è sbagliato ritenere demolizioni controllate i crolli delle torri cadute l’11 settembre 2001 e poi può dirti di “ritornare alla realtà”…
- Lui può chiederti prove ma se poi gliele mostri lui non le prende in considerazione perché ne vuole altre…
- Se gli dimostri il contrario di ciò che dice lui passa oltre…
- Lui può entrare in “OT” e “spostare paletti” a ripetizione ma se lo fai tu sei scorretto!
- Per darti prova di qualcosa lui può richiamare “tutte” le testimonianze anche se in verità non “tutte” sono ancora disponibili…
- Se per esempio ti vuole dimostrare che WTC7 è crollato per le ipotesi che ha suggerito il NIST, non ti dice però che neanche il NIST ritiene valide le proprie ipotesi formulate sui suoi rapporti!
- Lui può dirti che tutti gli ingegneri del mondo credono alle spiegazioni del NIST anche se il NIST ha espressamente detto che non sa spiegarsi intermente le ragioni del collasso degli edifici!
- Sui suoi fake-blog lui può dirti che ciò che leggi si trova scritto sui rapporti del NIST, ma se poi vai a vedere sui rapporti del NIST non trovi ciò che leggi sui suoi fake-blog!
- Se tu ne hai abbastanza di stare dietro a lui, lui crederà di averti “debunkato”…
- Ecc. ecc. ecc.

…alla fine degli oltre 100 commenti, siredward si è rifiutato di rispondere alla domanda di cui all’articolo(…e a molte altre come si avrà modo di riscontrare leggendo i commenti), nonostante le mie ripetute esortazioni…

A conti fatti è risultato che “debunker” e lor seguaci, nell’incertezza, hanno preferito speculare sulle testimonianze all’interno del WTC7 attualmente disponibili, per congetturare che siccome tra queste non vi sarebbero riportati rumori di esplosioni o vibrazioni, allora Barry Jennings non avrebbe udito esplosioni da cariche esplosive, ma altro come i rumori di una torre che stava crollando… (WTC7 era una struttura complessa. La propagazione del rumore all’interno dell’edificio avrebbe richiesto un’analisi differente da quella che il NIST ha svolto invece unicamente ed esclusivamente per la propagazione del rumore all’esterno dell’edificio.)

Di più! Le speculazioni dei “debunker”, prim’ancora che esponessi le motivazioni che rendono infondata la FAQ del NIST, erano mirate a sostenere “certezze” come quelle rilasciate dal NIST sempre incentrate sul periodo del collasso…

In compenso, forse proprio con l’intento di evitare di rispondere alla domanda, siredward & company hanno provato in tutti i modi a invalidare la mia obiezione sostenendo vibrazioni non avvertite dai presenti nella lobby, rumori di esplosioni non udite ecc. per negare le esplosioni vissute da Jennings nell’androne delle scale del WTC7.

Hanno ripiegato speculando sulle testimonianze, attualmente disponibili, relative alla mattina, livelli sonori e vibrazioni conseguite sulla struttura secondo loro necessariamente percepibili dai presenti, per esempio nella lobby dell’edificio 7, come esplosioni…

Inutile dire che per avvalorare ipotesi simili si sarebbero dovuto effettuare: simulazioni incentrate sulla propagazione del rumore all’interno di una struttura complessa, come lo era il WTC7, analisi della propagazione delle vibrazioni, da un ipotetico punto in cui fosse accorsa un’esplosione fino ai piani dove si è riscontrata la presenza di persone presenti durante un arco di tempo in cui Jennings indica di essersi trovato al piano 6°…

Ritornando alla domanda posta ai “debunker”, l’adepto siredward ha così preferito non rispondere direttamente: probabilmente non sapendo se Attivissimo avesse detto o meno una castroneria!

…un diniego che a ben vedere rispecchia il carattere di quel timido discepolo che per reverenziale timore riposto nel suo guru non ha il coraggio di considerare che quanto dichiarato dal suo guru possa essere in realtà una colossale sciocchezza!

Mi son dovuto ricredere: son pochi tra i “debunker” e lor seguaci a sostenere quanto affermato dal dj, così come sono stati molti ad aver tergiversato sulla risposta al mio quesito…

Bé, in fin dei conti è anche comprensibile! Chi si arrischierebbe a sostenere ciò che dice sul 9/11 un dj????

Lo ricordo, le parole di Attivissimo, riguardo la mia obiezione al NIST, sono state:

“La sua obiezione è incentrata sui resoconti di boati uditi nelle ore precedenti il crollo: boati che il commentatore ritiene debbano per forza essere stati prodotti da esplosioni. Ma come già detto da tempo dal NIST, un'esplosione sufficiente a tranciare una singola colonna del WTC7 avrebbe prodotto un boato di oltre 130 decibel a 800 metri di distanza, dunque udibilissimo da tutte le persone in zona e dalle telecamere dei reporter. Ma di questo enorme boato non c'è traccia né testimoniale, né materiale nelle riprese.”
(Paolo Attivissimo)

Che problemi aveva siredward nel rispondere ad una domandina così semplice, se era così sicuro?

Mistero del “debunking”!

Premesso: le motivazioni che Attivissimo porta in sostegno della traballante versione del NIST riguardo le esplosioni udite da Jennings sono l’oggetto dell’obiezione al NIST da parte mia…
Risulta evidente che quelle di Attivissimo debbano relegarsi a chiacchiere da bar prive di senso o tutt’al più a sterili ripetizioni a pappagallo di quanto propagandato infondatamente dal NIST nella FAQ.

Non c’è infatti nulla nei rantoli del sedicente “antibufala” che sostenga con argomentazioni concrete quanto dichiari e presuma il NIST nella sua FAQ.

Se Attivissimo avesse letto i rapporti, come più volte ha accennato di aver fatto, non avrebbe fatto l’ennesima figuraccia davanti al suo pubblico di accoliti!

Nulla di quanto scritto nella FAQ è supportato dai rapporti del NIST stesso, in relazione al periodo in cui Jennings è rimasto intrappolato nel WTC7, sia nei momenti indicati da lui che in quelli indicati dal NCSTAR 1-8… Che in quelli travisati forzatamente dall’apprendista-guru siredward…

Certo, chiunque può incorrere nel credere ciecamente ad una spiegazione quale quella che si legge in una FAQ scritta da un Istituto, per certi aspetti autorevole, come il NIST: senza verificarne prima i contenuti dei suoi rapporti per vedere se fosse almeno supportata da qualche analisi…

Ma da un “antibufala” come si pensava fosse Attivissimo, che legge tutti i rapporti del NIST(!), ci si aspettava che almeno lui non cadesse nella stessa bufala propinata al mondo dal NIST quale indiscutibile verità scientifica.

Inevitabilmente Attivissimo suo malgrado, da anti-bufala di gattini in bottiglia e ritocchi fotografici si è trasformato, nel caso del 9/11, in un pro-bufala della FAQ pubblicata dal NIST!

Se infatti avesse letto i rapporti si sarebbe accorto che le testimonianze citate dal NIST nella FAQ in funzione dei livelli sonori uditi/registrati, in tutto il NCSTAR 1-9 (vol. 1 e 2), si riferiscono esclusivamente ed unicamente alle eventuali del periodo immediatamente prima del collasso e mai si riferiscono a testimonianze di soccorritori o poliziotti o altri o video o singole tracce audio della mattina…

Se avesse letto i capitoli in cui si analizzano le tracce audio dei video avrebbe riscontrato che tutti sono stati girati durante o immediatamente prima delle 17:20…

Avrebbe notato che su 16 video nell’archivio del NIST, nove son stati scelti quali materiale di analisi e che, tra questi, soltanto tre, dotati di traccia audio, tutti girati intorno al periodo del collasso, sono stati utilizzati per analisi poi non riallacciate, nel paragrafo specifico, ai presunti livelli sonori ottenuti tramite le simulazioni mostrate nell’Appendix D…
Se avesse letto i rapporti del NIST si sarebbe reso conto che la risposta contenuta nella FAQ è una malsana invenzione e che nessun testimone e nessuna traccia audio è riportata nei rapporti quale elemento confutante l’esperienza di Jennings in relazione al periodo in cui rimase intrappolato nel WTC7…

Se avesse riascoltato la presentazione di Sunder, nel video di presentazione del rapporto sul collasso definitivo del WTC7, si sarebbe accorto che la misura dei livelli sonori di un’esplosione udita ad un chilometro viene riportata differente rispetto ai dati ottenuti nelle simulazioni: 120 db contro 130-140 db ipotizzati nell’Appendix D…

Nessuna analisi è stata sviluppata per calcolare la misura dei db e compararla con i dati dei livelli sonori ottenuti tramite simulazione…

Non esiste, in tutti i rapporti del NIST, un’analisi dei livelli sonori o delle testimonianze capace di mettere in dubbio, in qualsiasi modo, i resoconti di Jennings…

Il principiante siredward e il suo guru Attivissimo attraverso la loro confusionaria interpretazione dei rapporti rilasciati dal NIST dimostrano di non voler considerare il fatto che il NIST menta e che lo faccia anche vistosamente…

Ritorniamo sempre allo stesso principio che accomuna l’attività dei “debunker”: obiezioni e conclusioni senza alcuna preparazione documentale…

Anche per i “debunker”, la storia, stupidamente, si ripete… sempre!

Per chiunque voglia discuterne è possibile farlo qui:


N.B.:

- L’aver proseguito per oltre 100 commenti su un fake-blog di invasati che hanno copiato-e-incollato il mio articolo ha conseguito un certo numero di click utili a dargli visibilità. Poiché non è giustamente questo il mio intento i miei articoli li commenterò esclusivamente su “fakeblogdebunker”. Del resto in quel fake-blog si richiama esplicitamente alla necessità di dover commentare “liberamente” articoli copiati e incollati da altre parti, cosa che può essere benissimo fatta qui dal momento che molti “debunker” hanno ampiamente riconosciuto la “mancanza di censura” da parte mia e questo blog non è che la sublimazione della loro pseudo-logica e disinformazione. Quindi uno spazio creato appositamente per loro. Come una specie di zoo, virtuale, dove anziché trovarci foto o video di giraffe, cammelli e leoni si trovano catalogate le loro congetture, speculazioni e vari altri voli pseudo-logici…

- Come dicevo, tra le singolarità del “debunker”, vi è la presunzione di credere che qualora uno smetta, momentaneamente, di fargli notare una loro erronea interpretazione dei fatti lo faccia per motivi legati ad un’accettazione di quanto da loro dichiarato. In realtà uno ha poco tempo per stargli dietro per tutte le castronerie da questi proferite. La momentanea sospensione della discussione era dovuta ad una necessità di gestione del tempo da dedicare alle ricerche. La replica per il discepolo di Attivissimo, comunque pronta da tempo, la pubblico tra i commenti di questo articolo, ricordandogli che è ben scarna di contenuti e piena, come al suo solito, di congetture…

Essse è un pirla!

mercoledì 18 marzo 2009

Fake-blog "undicisettembre": "I "debunker" e i loro seguaci quanto sostengono ciò che dichiara Paolo Attivissimo?"

I “debunker” si presentano al pubblico apparentemente come un gruppo di persone unite e coerenti tra loro. Ognuno sostiene l’altro, anche se in completo torto, sempre ed indistintamente. Nel caso dell’utente “brain use”, addirittura, ciò avviene ciecamente, ossia, egli crede, senza timore alcuno, in qualsiasi cosa venga diffusa dal dj-“debunker” Attivissimo & anche dai suoi affini…

…sebbene ad oggi, comunque, siano in molti a ritenere Attivissimo, nel caso 9/11, un povero ipodotato, senza alcuna preparazione specifica nella materia in questione.

Nell’Agosto 2008 il NIST finalmente, dopo quasi 7 anni, pubblica una versione, in copia di bozza per il pubblico, del rapporto definitivo sul collasso dell’”edificio 7”…
I commenti, in seguito pubblicati dal NIST sul proprio sito, si possono trovare a questo link:

…premesso che i rapporti sul WTC7 hanno richiesto circa 7 anni per essere completamente stesi, per quel che concerne invece l’accoglimento dei commenti da parte del pubblico il NIST ha permesso un periodo di poco più di 3 settimane…

Un tempo non certo sufficiente per leggere, analizzare e comprendere più di 1000 pagine di approfondimenti, analisi, simulazioni, descrizioni ecc.

Una notevole mole di questi dati è stata riassunta dal NIST in una lista di FAQ: una serie di domande e risposte per i dubbi più comuni in seno al crollo del WTC7 verificatosi alle 17:20 dell’11 settembre 2001…

…specialmente su di una mi sono soffermato a riflettere dovendo riconoscere, nella lettura della risposta di questa, un’impossibilità generale nell’accoglierla favorevolmente e nell'accettarla incondizionatamente:

An emergency responder caught in the building between the 6th and 8th floors says he heard two loud booms. Isn’t that evidence that there was an explosion?

The sound levels reported by all witnesses do not match the sound level of an explosion that would have been required to cause the collapse of the building. If the two loud booms were due to explosions that were responsible for the collapse of WTC 7, the emergency responder—located somewhere between the 6th and 8th floors in WTC 7—would not have been able to survive the near immediate collapse and provide this witness account.

Trad.: Un soccorritore intrappolato nell’edificio tra i piani 6° e 8° dice di aver udito forti boati. Non è questa la prova che ci furono esplosioni?

I livelli sonori riportati da tutti i testimoni non coincidono con il livello sonoro di un’esplosione che sarebbe occorsa per causare il collasso dell’edificio. Se i due forti boati fossero dovuti alle esplosioni responsabili del crollo del WTC7, il soccorritore –situato da qualche parte tra i piani 6° e 8° nel WTC7- non sarebbe stato in grado di sopravvivere al collasso immediato e di fornire questa testimonianza.
La FAQ è incentrata sui racconti di Barry Jennings riguardanti le esplosioni da lui udite quando rimase intrappolato al 6° piano del WTC7 la mattina dell'11 settembre 2001...

La mia prima reazione è stata quella di scrivere un commento e di inviarlo al NIST, senza sapere che questo sarebbe stato pubblicato e, ciò che è peggio, senza ottenere un chiarimento minimo dal momento che chiedevo una semplice spiegazione un po’ più esauriente rispetto a quella rilasciata nella FAQ:

http://wtc.nist.gov/comments08/massimilianowtc7comments.pdf


…qualche giorno dopo il dj-disinformatare commentava così sul suo fake-blog “undicisettembre” la mia richiesta di delucidazioni al NIST:


http://undicisettembre.blogspot.com/2008/11/wtc7-pubblicato-il-testo-finale-del.html


…potrei accettare le critiche sulla forma inglese da me utilizzata, ma visti i noti precedenti del madrelingua e le sue distorsioni nelle "traduzioni" da lui effettuate, meglio lasciar perdere…

Tuttavia credo che se una persona polemizzi su di un’obiezione ad una spiegazione sospetta, asserendo come contro obiezione la stessa spiegazione criticata, questa persona debba proprio essere completamente stupida…

Pertanto, dato il fatto suddetto e la solita arrogante ed ostentata sicurezza del dj-disinformatore Paolo Attivissimo, evito di commentare oltre...

Sarei invece curioso di sapere, se possibile, se da dietro un PC qualcuno ha il coraggio di pubblicare un commento quanti, tra i suoi amichetti, siano disposti a sostenere ciò che questo (Attivissimo …e quindi il NIST) dichiara nel suo commento relativo alla mia obiezione mossa nei confronti della FAQ pubblicata dal NIST:

“La sua obiezione è incentrata sui resoconti di boati uditi nelle ore precedenti il crollo: boati che il commentatore ritiene debbano per forza essere stati prodotti da esplosioni. Ma come già detto da tempo dal NIST, un'esplosione sufficiente a tranciare una singola colonna del WTC7 avrebbe prodotto un boato di oltre 130 decibel a 800 metri di distanza, dunque udibilissimo da tutte le persone in zona e dalle telecamere dei reporter. Ma di questo enorme boato non c'è traccia né testimoniale, né materiale nelle riprese.”

(Paolo Attivissimo)

Chiarisco meglio cosa sto chiedendo: "Chi è tra voi "debunker" e seguaci che ritiene sostenibile la polemica di Attivissimo rivolta alla mia obiezione nei confronti della FAQ del NIST?"

Vedremo se, “debunker” e lor seguaci, preferiranno ancora cogliere l’occasione per dileguarsi e rintanarsi in varie ripubblicazioni di questo post altrove per commentarlo con le solite riflessioni pseudo-logiche al limite della superficialità.


Aggiornamento 19 marzo 2008 - 13:50

L'articolo è già stato copiato e incollato altrove...

mercoledì 11 marzo 2009

Fake-blog "attivissimo": "Le bubbole d'ò dj!"

Ripugnanza…

…è l’effetto che i “debunker” riscuotono nel momento in cui si va a verificare ciò che è stato da loro dichiarato falsamente sull’11 settembre 2001… Certo, questo per chi si accorge dell’inganno in cui è caduto avendoli letti riguardo presunte smentite sulle c.d. “teorie alternative” di auto-attentato dell’evento anzidetto da loro vantate…


Bene!


Provate a “googlare”: “Dossier WTC7”…


Troverete documenti come:

“Smantellato pezzo per pezzo il “Dossier sul WTC7” di Paolo Attivissimo”


…anche se, il primo risultato, è quello corrispondente all’oramai arci-noto, famigerato “dossier WTC7” del suo creatore DJ-madrelingua e “debunker”-disinformatore Paolo Attivissimo:


http://www.attivissimo.net/11settembre/wtc7/ipotesi_demolizione.htm


…ed è proprio questo il risultato che ci interessa!


Premesso la confusione, i contorsionismi e le congetture pseudo-scientifiche riscontrabili nel suddetto “dossier” e diffuso quando ancora non era stato pubblicato il rapporto definitivo del NIST sul WTC7, al suo interno si possono trovare anche vere e proprie invenzioni. Utili, semmai, soltanto a costituire un’accozzaglia indescrivibile di dati tra loro scoordinati e malamente manipolati.


Non mancano pseudo-riflessioni sconclusionate e contraddittorie sfocianti in una vera e propria devozione all’”arte” disinformativa, di cui i “debunker” son autori indiscussi! Come in questo caso, dove “o’ Dj”, attribuisce ai sostenitori delle c.d. “teorie alternative” assunti come questo: “…il WTC7 era troppo lontano per essere colpito dalle macerie dei crolli delle Torri Gemelle...”



...ciò che si obietta, in realtà, non è la distanza percorsa dalle macerie provenienti dai crolli delle due torri in maniera generalizzata, ma il fatto che, a quello indicato al mondo come un collasso strutturale progressivo di un edificio, sia corrisposto una distanza percorsa orizzontalmente delle macerie di oltre 100 metri. Da qui, l’interrogativo: che cosa ha generato l’energia che ha scagliato macerie, pesanti tonnellate, a certe distanze?

Ma passiamo oltre…

La pseudo-riflessione porta Attivissimo nel paragrafo 4.4 a distinguere macerie provenienti da una torre del WTC, situate a terra nei pressi del Winter Garden, da altre macerie conficcate ai piani alti di una torre del World Financial Center, che a dire d’ò dj non proverrebbero da una delle due torri crollate(…è un vero peccato che il link al fake-blog “undicisettembre”, sempre suo, non sia attivo!)…
…e qui, il “debunker”, ha proprio “preso lucciole per lanterne”!
Siccome “spannometricamente”(…uso un termine adoperato dai “debunker”!) sembrerebbe che la lunghezza dell’elemento incastrato sull’angolo dell’edificio coinciderebbe con uno spazio sul danno dello spigolo, ò dj conclude che il pezzo proviene per forza dall’edificio danneggiato!

Complimenti al “debunker”!
Ma è proprio così?!!!

Ingrandiamo l’immagine nella parte interessata all’elemento:

È abbastanza ben visibile, no?!

Ora guardiamo il disegno di quest’altro elemento:


Appare in tutto simile al disegno dell’elemento ripreso nell’ingrandimento della foto sopra… Eccetto che nella foto l’elemento risulta essere troncato in un tratto di una delle tre colonne che lo costituiscono…

A seguito del crollo delle torri gemelle è stata concessa la possibilità al NIST di verificare lo stato di 236 rottami rinvenuti dalla enorme pila di macerie creatasi a “Ground Zero” (Tutto il resto è stato venduto o utilizzato simbolicamente da altre parti) …


Alcuni di quei rottami sono stati catalogati.


E dei rottami catalogati, una parte è stata riportata su tavole a colori nel rapporto NIST NCSTAR 1-3B “Steel Inventory and Identification”.


Notate qualche somiglianza dei seguenti 3 disegni corrispondenti ai 3 elementi catalogati dal NIST con il pezzo frainteso da ò dj nella foto?!







Il rottame conficcato nell’edificio appare con tutta evidenza essere un semplice pannello di copertura esterno di una delle 2 torri gemelle...

Non certamente un elemento di una torre del WFC, come fantasticato dal dj pasticcione, che una volta attribuisce credenze ad altri, poi le nega, poi si contraddice ecc.!

mercoledì 21 gennaio 2009

Sulla censura operata abitualmente dai "debunker"...

L’altro giorno per l’ennesima volta ho inviato ai “debunker” un commento in cui li definivo ridicoli a tutti gli effetti…

Motivazione?

…la continua e irritante speculazione su dettagli appositamente decontestualizzati da un dato evento per raggiungere una conclusione precostituita.

Esempi:

- Un aereo di linea fa una virata di 180° > …quindi, Hanjour, presunto pilota islamico terrorista, il 9/11, avrebbe potuto fare una virata discendente di 330°, perdendo 6000 piedi…
- Un istruttore dice che Hanjour era bravo a pilotare un C-172 (aereo quadriposto ad elica)> …quindi, visto che Hanjour ha lasciato anche tracce in un’altra scuola di volo, dove ha abbandonato un corso di simulazione di volo di 32 ore facendone 21, sarebbe stato capace di prendere in mano un boeing 757 e schiantarlo contro il Pentagono…
- Ecc. ecc. ecc. ecc.

Il mio commento di fatto è stato ovviamente censurato…

Pensare che li avevo invitati anche a speculare su una testimonianza rilasciata dal NARA in questi gironi, in cui si parla di alcuni danni ad un generatore al 5° piano del WTC7: il piano sotto al quale si è trovato Barry Jennings…

Che ingrati, dopo il prezioso suggerimento offertogli...!

Lo screen-shot, stavolta non l’avevo fatto, ma pazienza!

Ad ogni modo sembra che l’abilità dei “debunker” nel censurare commenti contrari al loro credo, sia ampiamente riconosciuta anche altrove.

- Marco Scrotto scrive:

Il sig. Paolo Attivissimo, informatico per passione (che poi significa autodidatta, ma suona decisamente meglio), ingegnere civile per intercessione divina, pilota acrobatico per sentito dire e tuttologo per acclamazione, si distingue sul web per la CENSURA che opera sui suoi vari blog usando un mezzuccio chiamato moltiplicazione degli accounts.

Provate a postare un commento su undicisettembre.blogspot.com, che non sia pieno di complimenti nei confronti di Paolo Attivissimo o che si discosti dalla sua ristrettissima visione della geopolitica (un mondo tutto rosa dove gli USA non aspettano altro che portare la democrazia, la pace e la collaborazione economica in ogni parte del globo, ignorando tutte le macchinazioni, gli omicidi politici, il sostegno diretto ed indiretto al terrorismo di stato, le operazioni di false-flag, il massacro di civili, tutte cose ormai dimostrate ed acquisite dalla Storia) e vedrete cosa succede.

Se il nostro è di buon umore, CENSURERÀ il vostro commento ma vi delizierà rispondendovi che conteneva idee troppo diverse da quelle che piacciono a lui.

Se invece è alterato, perchè forse non gli hanno pagato la partecipazione ad una delle sue conferenze-farsa (dove evita accuratamente di ricordare il livello amatoriale della sua formazione scientifica), allora CENSURERÀ il vostro commento adducendo la scusa del contenuto offensivo.

A titolo di esempio, in un mio post, CENSURATO DA PAOLO ATTIVISSIMO, avevo semplicemente rimarcato che le mie idee sulla geopolitica potevano essere valide poichè basate sulla lettura di numerosissimi saggi (di rispettati analisti politici di livello mondiale) mentre le sue sembravano basate sulla lettura di Topolino.
Considerato il modo con cui Attivissimo offende e CENSURA chi ha idee sull’11 settembre diverse dalle sue, cominciando ad esempio con il definire tali idee come “complottiste” (che già suggerisce al lettore una chiave di lettura in senso negativo), offendersi e soprattutto CENSURARE UN COMMENTO per una frase così banale dimostra ancora di più quanto il fanatismo e la strenua difesa delle idee dominanti (e ufficiali) siano una vera ossessione per Paolo Attivissimo.

Di cosa ha paura?

Per finire quindi un consiglio ai lettori: leggete pure quello che scrive Attivissimo, ma ricordatevi che non fornisce prove di quello che sostiene, a parte quelle che provengono proprio da coloro che, secondo le teorie alternative a quella ufficiale, sono i veri colpevoli dell’11 settembre.
Attivissimo difende il lupo che ha massacrato le pecore e come prove vi porta quelle che gli fornisce il lupo…

Attivissimo non menziona le numerossime analisi scientifiche (una per tutte quella del dott. Steven Jones che SCIENTIFICAMENTE ha provato la presenza di Thermate nel WTC) portate avanti da VERI SCIENZIATI e non da informatici per passione…
Paolo Attivissimo… un po’ di pudore, per carità.

- casamazze scrive:

Sapete perché Paolo Attivissimo non è europarlamentare come Giulietto Chiesa? Perché IL SUO LAVORO FULL TIME è fare DISINFORMAZIONE via internet, radio e tv. Attivissimo ha un cervello scattante e geniale (purtroppo), potrebbe fondare un partito e raccogliere consensi a iosa, è un MAESTRO di retorica, è un raffinatissimo psicologo. Sono qualità che gli invidio molto. Purtroppo ha scelto di seguire un’altra strada. Peccato per tanti navigatori in cerca di qualche informazione non allineata ALLE SOLITE FROTTOLE DEL REGIME, amplificate dai MEDIA di cui il nostro fa orgogliosamente parte. Non dimentichiamo la storia lontanta e recente. Il “vero” Attivissimo lo trovate su undicisettembre.info. Li’ non trovate il rassicurante P.A. che parla di detersivi-truffa. Trovate un muro di gomma che fa rimbalzare ogni navigatore il cui cervello non è ridotto a un gelone. Non sono il primo a chiamarlo PASSIVISSIMO e spero di non essere neanche l’ultimo.
Francesco

http://www.indezent.it/2008/10/22/domande-a-paolo-attivissimo/comment-page-1/#comment-2878/

Ringrazio l’utente che mi ha segnalato il link…

...Oddio! Questo post è per quei pochi che non conoscono Attivissimo e i "debunker".

A tutti gli altri è arcinota questa malsana e imparziale abitudine di reprimere i commenti avversi al credo dei "debunker"...

mercoledì 24 dicembre 2008

Fake-blog "undicisettembre": "Scemo & + scemo!"

Ci risiamo!

Paolo Attivissimo:
http://undicisettembre.blogspot.com/2008/12/pentagono-i-dirottatori-piloti-erano.html


Come si può notare, a seguito di alcune mie obiezioni mosse nei confronti di una teoria troppo cara ai “debunker” per essere abbandonata, l’esemplare di pseudo-scettico qui riportato ritiene che le affermazioni e le convinzioni di un esperto pilota di aerei non possano essere messe in discussione, ma, a mo’ di medaglia da riporre in bacheca o come un cappotto messo sotto naftalina durante il periodo estivo, debbano essere destinate ad essere prese come una verità assoluta da contemplare ed accettare a priori. Verità assoluta che comunque, in quanto a certezze, non ha alcuna conferma storica ne scientifica ma, nel caso del volo AA-77 e dalla lettura del suo FDR pervenuto all’NTSB, si limita esclusivamente ed unicamente appunto a delle valevoli opinioni, che non condivido, di un esperto in questione.

Lo stile è proprio quello dello scetticismo pseudo-scientifico: accettare e propugnare a spada tratta la migliore teoria disponibile sul piatto in mancanza di una teoria che ne comprovi la contrarietà. Fa niente per i "debunker" se gli elementi per gettare le basi di quella teoria siano incompleti, e/o se questi siano sospetti e discutibili…

Un inetto acritico come chi ha scritto il commento che ho tosto pubblicato non può fare altro che accettare a testa bassa una teoria che assecondi le sue "convinzioni"…

John:


Questo esemplare di “debunker” qui, invece, risulta più interessante dell’altro. Lui è un “esperto”, di quelli veri, roba forte insomma…

Nella presentazione del fake-blog “undicisettembre” si legge di lui:

“John è un ufficiale di polizia giudiziaria con esperienza ventennale nel settore dell'intelligence investigativa e autore del libro digitale Crono911;”

Avete capito bene: esperto d’”inteliggence”!! …ecco perché è così affascinato dalla parola “CIA” e la ripete sempre!! Sul suo forum è sempre lì che tra una frase e l’altra blatera richiamando la famosa agenzia americana… ma che gli avrà fatto la CIA?? Bò! Sarà un agente segreto mancato: il “Diabolik” nostrano…!! John poi spesso si millanta un esperto in aeronautica e lì mostra gran parte del suo meglio:

- Modelli di aerei scambiati per aerei più grandi e più carichi di carburante…
- Confusione tra un corso di dizione di sistemi di volo di 60 ore, per un corso di simulatore di volo di 21
- Ecc. ecc. ecc.

Tacciamo, momentaneamente, tutto quanto non si legge sul fake-blog “undici settembre” sui trascorsi storici di Osama Bin Laden, materia questa che dovrebbe proprio essere quella del sedicente esperto in “intelliggence”…

Lo stesso ha poi anche avuto velleità da esperto in operazioni immobiliari, cercando di spiegare l’affare WTC dal punto di vista dello speculatore immobiliare Silverstein: e qui entriamo nel mio campo lavorativo. Io sono un esperto proprio in terreni edificabili e il WTC, oggi, non è ne più e ne meno che un terreno edificabile…

Prima era un complesso direzionale-commerciale, oggi è un terreno edificabile: 2 operazioni ben distinte e separate…

Dovrei dirgli di stare zitto, viste le enormi figuracce rimediate…

Ma io non sono un “debunker” come certi altri che affollan la rete…

Sfido qualsiasi persona esperta nel campo immobiliare a dimostrarmi che a torri integre Silverstein stesse facendo un operazione finanziariamente a lui favorevole, alla luce di tutti i dati disponibili relativi ante-9/11 pubblicati… E che l’affare dell’anzidetto speculatore si sia verificato solo ed unicamente con l’abbattimento del complesso immobiliare suddetto.

…ma per questo non mi permetterò mai di dire a un qualsiasi profano che avesse obiezioni da muovere, anche duramente, che deve stare zitto poiché io sono un esperto e lui no…

È una questione di educazione e i due tizi qui elencati questa non sanno nemmeno cosa sia.

Pertanto vanno trattati di conseguenza.

domenica 14 dicembre 2008

Fake-blog "undicisettembre": "Il profeta del "debunking" undicisettembrino: tra dogma e tabù!"

…sorprendenti somiglianze a disturbi compulsivi, intraviste nell’eliminazione nevrotica di link esterni ai suoi fraudolenti articoli, lascerebbero pensare che per Attivissimo si possa provare un po’ di pena o compassione:




…purtroppo, data la singolare epurazione, bisogna ricondurre tali atti esclusivamente alla dolente piaga della disinformazione più becera di cui artefici principali sono lui e gli altri “debunker” del gruppo di cui fa parte.

L’eliminazione di link esterni, infatti, è sempre diretta verso articoli che come oggetto esprimono un disaccordo nei confronti di una malsana e scorretta esposizione dei fatti che lì viene operata con noncuranza…

Ci troviamo, quindi, nel caso attuale di Attivissimo, ad una via di mezzo tra un guru e un imbroglione. Guru che intenzionalmente, secondo una giustizia personale basata su un proprio credo pseudo-scientifico di per sé discutibile, censura deliberatamente il pensiero a lui contrario.

I tabù dei “debunker”

La censura di Attivissimo, e dei “debunker” in generale, comunque, non si presenta in rete soltanto sottoforma di eliminazione di link esterni avversi al credo, ma anche nell’occultamento ai propri utenti di quegli elaborati contrari alle conclusioni ipotizzate e teorizzate, con dubbie simulazioni, da parte del NIST.

Si potrebbe alludere facilmente a dei tabù, che l’indefesso “debunker” sfoggia nelle sue “ricerche”.

Allegoricamente per Attivissimo & company è tabù tutto ciò che minaccia la (sacra) “versione ufficiale” dei collassi delle torri del WTC.

Un tabù che poi, sottoforma di informazioni manipolate, provoca danni a chi, suo malgrado, li reputa persone affidabili.

La prima definizione capitata sottomano del termine “tabù” è quella di “wikipedia”:

“In una società umana un tabù è una forte proibizione (o interdizione), relativa ad una certa area di comportamenti e consuetudini, dichiarata "sacra e proibita". Infrangere un tabù è solitamente considerata cosa ripugnante e degna di biasimo da parte della comunità. […] Quando una certa azione o abitudine è classificata come tabù, essa viene proibita, vengono istituite proibizioni e interdizioni riguardanti la sfera di attività che la riguardano. […]”

Mettendo in relazione i concetti fondamentali di due rapporti sul collasso del WTC7, indicandone uno col termine “tabù” e l’altro col termine “dogma”, si dedurrà la scorrettezza obbligatoria cui sono soggetti i “debunker” nel raggiungimento delle proprie conclusioni precostituite e quanto si può ricondurre tale timore ossessivo, quasi religioso, ad una vera e propria disinformazione nel rappresentare la realtà per quel che è:

- Dogma: NIST, NCSTAR 1-A
- Tabù: CTBUH, “Comments”

Dogma:

“The initiating local failure that began the probable WTC7 collapse sequence was the buckling of the column 79.”

NIST, pag. 21: http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201A.pdf

Trad: I’iniziale cedimento locale che ha avviato la probabile sequenza di crollo del WTC7 è stato la deformazione della colonna 79.

Tabù:

“The Council does not agree with the NIST statement that the failure was a result of the buckling of Column 79.”

CTBUH, pag. 4: http://wtc.nist.gov/comments08/CTBUHwtc7comments.pdf

Trad: Il consiglio non è d’accordo con l’asserzione del NIST secondo cui il cedimento è stato il risultato della deformazione della colonna 79.

Se ad ora, sul fake-blog “undici settembre” trovassimo citati entrambi i rapporti, la distinzione in chiave allegorica da me proposta tra tabù e dogma sarebbe ovviamente nulla!

Nel caso invece si vedesse citato uno solo dei due rapporti, scoprendo essa quale sia, avremo la possibilità di appurare se la distinzione anzi esposta possa essere confermata dai fatti e dalle pubblicazioni precedenti dei “debunker” stessi.

Vediamo sul fake-blog “undicisettembre” un articolo, ripreso anche nei precedenti miei ultimi due post, scritto proprio da Paolo Attivissimo, “debunker”:

“Il 20 novembre scorso il NIST (National Institute of Standards and Technology) ha pubblicato il testo finale del suo rapporto sulle cause del crollo del WTC7, la cosiddetta "terza torre" crollata l'11 settembre 2001.

Viene riconfermata la dinamica del crollo: incendi incontrollati, innescati dall'impatto delle macerie delle Torri Gemelle, e assenza d'acqua negli impianti antincendio (per via delle condotte tranciate dal crollo delle Torri), hanno prodotto la dilatazione e i cedimento di alcuni solai. Questo ha tolto il supporto laterale a una colonna particolarmente sollecitata, la numero 79, che si è piegata. Da lì, il cedimento si è propagato inarrestabilmente al resto della struttura.

Sono esclusi fenomeni esplosivi, perché una detonazione sufficiente a causare la rottura della colonna vitale avrebbe sfondato i vetri delle finestre dell'edificio, scagliandoli violentemente in fuori, cosa che non è avvenuta. Inoltre la detonazione avrebbe prodotto un boato ad oltre 130 decibel, udibile a grandi distanze.”
(Paolo Attivissimo)

http://undicisettembre.blogspot.com/2008/11/wtc7-pubblicato-il-testo-finale-del.html

Il rapporto del NIST è stato citato e abbondantemente glorificato così come il dogma della colonna 79 è stato ampiamente celebrato…

Questo era quello sopra allegoricamente indicato come dogma!

Va notato che i “debunker” cercano sempre di strappare consensi per mezzo di una leva psicologica che colpisce l’impressionabilità di molti individui: il richiamo all’eccellenza delle qualifiche di personaggi che sostengono le ipotesi del NIST.

Guarda a caso, però, nel CTBUH (The Council on Tall Buildings and Urban Habitat), che non soltanto è un’organizzazione più che adeguata per contrastare il NIST, troviamo proprio delle eccellenti qualifiche di personaggi che lo hanno redatto. Ciò nonostante, sul fake-blog “undici settembre”, nell’articolo dove si elencano i commenti contrari al rapporto del NIST, di questa relazione dell’onorevole istituto non se ne fa cenno alcuno…

Questo era quello che avevo indicato come tabù!

La cosa estremamente curiosa che colpisce senz’altro l’attenzione del pubblico è che questa relazione della nota organizzazione è stata pubblicata dal NIST in una lista, in cui ne ricadono altre, per prima:

http://wtc.nist.gov/comments08/

Il CTBUTH appare essere per i “debunker” un immane tabù, come lo era Galileo Galilei per la Chiesa che non voleva vedersi estromessa dalla fede un dogma vecchio di millenni…

Questa lista è stata ripresa da Attivissimo nell’articolo suddetto, dove, oltre a schernire i sostenitori delle c.d. “teorie alternative”, vorrebbe dare a credere di evidenziare due commenti che mostrano con quanta tranquillità si sia contrastato il NIST.

Inutile dire che questi commenti evidenziati, di importante o contrario al rapporto del NIST, hanno ben poco, tanto da rasentare, al limite, la rappresentazione di una malsana pantomima.
Secondo il pio “debunker”, un commento, quello erroneamente attribuito dal NIST a Silverstein, contesterebbe con forza i contenuti e un altro, quello del PANYNJ, rincarerebbe una dose di disaccordo:

- Studio legale di Silverstein: http://debunkerfakeblog.blogspot.com/2008/12/fake-blog-undicisettembre-1-parte.html

- PANYNJ: http://debunkerfakeblog.blogspot.com/2008/12/fake-blog-undicisettembre-2-parte-il.html

Certo, viste le cose come stanno il CTBUH è da considerarsi per il “debunking” l’annullamento della “legge” cui sono votati, l’annientamento supremo del credo al quale appartengono, un’eresia…

Questi sarebbero gli unici commenti “avversi” al NIST evidenziati dai fedeli suoi estimatori “debunker”. Un po’ come la risibile disputa che tempo addietro era sorta in merito alla posizione dei segni dei chiodi sugli arti superiori di Gesù Cristo: alcuni sostenevano i palmi, altri i polsi…
Appunto, irrilevante nei confronti del dogma.

Leggendo la relazione del CTBUH si trova una sequela di dubbi diretti all’”indiscutibile verità” del NIST secondo il quale gli elementi avrebbero perso la loro resistenza a causa del calore degli incendi:

The NIST analysis (p. 353), shows that shear studs and the bolts holding the primary Column 79 failed before the temperature of the steel reached 200°C. This implies a fundamental weakness that would be picked up by a conventional PBD analysis. These temperatures are very low compared to a fire protection test that assumes that steel loses strength at 550°C.

The failure of shear studs is surprising, and has been modeled in a very simplistic way, which may overestimate the failure of this element. Prior studies and real fire cases have not previously identified shear stud failure as a significant possibility.


Trad: L'analisi del NIST (P. 353), indica che le viti ed i bulloni che tenevano la colonna primaria 79 si sono danneggiati prima che la temperatura dell'acciaio avesse raggiunto 200°C. Ciò implica una sostanziale debolezza che sarebbe stata ripresa dalle analisi convenzionali di PBD. Queste temperature sono molto basse comparate ad un test di protezione antincendio che suppone che l'acciaio perda resistenza a 550°C.

Il guasto delle viti è sorprendente ed è stato configurato in maniera molto semplicistica, con cui si potrebbe sopravvalutare il guasto di questo elemento. Studi precedenti e casi d’incendio reali trascorsi non hanno confermato un danneggiamento della vite come una possibilità significativa.

Sapendo che il NIST ha impiegato almeno tre anni per completare le indagini sul crollo del WTC7 e sapendo che in seguito ha accordato un termine di poche settimane per ricevere i commenti è encomiabile lo sforzo del CTBUH nel far valere le proprie posizioni e nell’esporsi con una certa sicurezza con così poco tempo a disposizione.

…sicuramente può essere considerata, questa relazione, una “contestazione con forza” al rapporto del NIST e non, certo, le richieste di precisazioni reclamate dallo studio legale di Silverstein in relazione alla terminologia adottata nel NCSTAR 1-A, come asserito fraudolentemente dai “debunker”…

…andrebbe segnalato anche il commento della Skyscraper Defense, che, come organizzazione preposta alla sicurezza e all’innovazione tecnologica nella costruzione dei grattacieli, si è distinta per aver “rincarato una dose di disaccordo”, vera, nei confronti del rapporto pubblicato dal NIST.
Il suo fondatore Dan Goodwin ha inviato un fax in cui pone una decina di quesiti. Ne riporto i primi due:

http://wtc.nist.gov/comments08/danGoodwinwtc7comments.pdf

1) Nella vostra presentazione video, affermate che non c’erano testimoni che riportarono di avere udito esplosioni durante i crolli delle torri. Invece, grazie alla FOIA del New York Times, ci furono numerosi pompieri e primi soccorritori che riportano di aver sentito esplosioni accorse nel momento dei collassi. Come rispondete?

2) Dopo aver rivisto il collasso del WTC7, e dopo averlo comparato con la presentazione e visualizzazione del vostro modello, si desume che i collassi non sono identici. Il video mostra chiaramente che l’intera struttura collassa giù dritta verso il proprio basamento quasi alla velocità di caduta libera. Mentre il modello della vostra presentazione e visualizzazione mostra i piani che collassano gradualmente, poi prendendo velocità come collassano le facciate esterne. Come spiegate ciò?

A questi commenti seguono poi tutti quelli che sospettano essere avvenuta una demolizione controllata in luogo dei collassi dovuti a impatti, calore e macerie…

…è anche comprensibile, in fin dei conti, non trovare nessuna traccia di commenti ostili al NIST, di un certo rilievo, sul fake-blog “undicisettembre”!

Certo è che non rimane che considerare i “debunker” dei fanatici religiosi appartenenti ad una delle tante sette deviate esistenti…

…e il “debunking” undici settembrino, una dannosa bufala tesa a rinforzare le proprie leggende pseudo-scientifiche a spese dell’ignoranza della gente.

Dall’articolo in questione è molto interessante un estratto conclusivo del famoso “debunker”:

“Vediamo dunque che non c'è alcun tabù nel contestare la "versione ufficiale" del NIST, neppure da parte di enti sicuramente lontani dalle idee cospirazioniste.”
(Paolo Attivissimo)

E’ vero! …da parte di tutti gli altri non c’è alcun tabù nel mostrare avversione ai rapporti del NIST.

domenica 7 dicembre 2008

Fake-blog "undicisettembre": "2° parte: il guru-imbroglione rincara la dose...!"

Dopo aver rilevato l’ennesima mistificazione di Attivissimo, riguardo alcune esternazioni che avrebbe espresso la Silverstein Properties nei confronti del rapporto finale sul WTC7(vedi post precedente), oltre alle già troppe riscontrabili costantemente sul fake-blog “undicisettembre”, prendo atto dell’ulteriore perdita di credibilità (…se mai ne avesse avuta alcuna) riscossa altrove dal gruppo di “debunking” rappresentato dal suddetto…

È evidente che gli individui ricadenti all’interno di questo gruppo non possano, o meglio, non riescano a descrivere ciò che “vedrebbero” negli eventi dell’11 settembre 2001 o in altri fatti se non attraverso la disinformazione e la distorsione di alcuni dettagli che invece risultano talvolta di una chiarezza disarmante.

Nel caso specifico mi riferisco ora ad un altro dei commenti ricevuti dal NIST in seguito alla pubblicazione del suo rapporto definitivo sul singolare crollo dell’”edificio 7” del WTC.

Il Port Authority of New York & New Jersey, l’ente che poco prima degli atti aveva ceduto in leasing allo speculatore immobiliare Silverstein parte del complesso direzionale-commerciale del WTC, è l’autore di questo commento che, a giudicare dal sensazionalismo attribuitogli dai “debunker”, dovrebbe insidiare gravemente lo stesso rapporto del NIST:

http://undicisettembre.blogspot.com/2008/11/wtc7-pubblicato-il-testo-finale-del.html

…per i “debunker”, come al solito, se la PANYNJ scrive un commento contrario al NIST -> è indice questo che il complotto non è avvenuto perché (secondo la logica dello psudo-scetticismo dal quale provengono) il commento sarebbe stato soppresso prima o ne sarebbe stata accordata la nullità anticipatamente…

Premesso che sicuramente un complotto si occulterebbe meglio anche grazie all’utilizzo di controversie, cause legali, dibattiti, scandali ecc., appare chiaro che nemmeno in questo caso, cioè del commento della PANYNJ, ci troviamo di fronte a qualcosa che determini una luce in seno a tutta la vicenda del 9/11.

Se con il commento dello studio legale della Silverstein Properties ci troviamo di fronte ad una semplice richiesta di precisazioni, in seguito accordata, con PANYNJ è oltremodo chiaro che ci troviamo di fronte ad uno degli atteggiamenti più banali che un ente pubblico possa tenere nei confronti di un evento più o meno eclatante…

Tale atteggiamento è descrivibile mediate il termine “scaricabarile”, molto usato in Italia proprio per descrivere soprattutto la mancanza di responsabilità che affligge i nostri enti!

…se prendiamo il commento in questione, fin dal primo punto polemizzato dal PANYNJ, in relazione allo spessore dell’isolamento termico utilizzato per gli elementi, troviamo una giustificazione nel rigetto delle responsabilità attribuitegli:

http://wtc.nist.gov/comments08/PANYNJlombardiwtc7comments.pdf

“…the installed fireproofing was subject to “controller inspection” and the architect/engineer of Record was responsible for the verification of the thickness for code compliance of the fireproofing as installed”.

Trad: l’antincendio istallato era soggetto all’”ispezione dell’addetto al controllo” e l’”A/E of Record” era responsabile per la verifica della conformità al codice dello spessore antincendio per come installato.

Il PANYNJ afferma pure che altrove nel rapporto del NIST viene affermato quanto invece lo spessore antincendio fosse giudicato a norma…

Nel secondo punto PANYNJ riprende una dichiarazione in cui il NIST afferma che l’area delle scale era più stretta rispetto alle norme tecniche stabilite nel “New York Building Code of 1968”, e ancora:

“Although the net floor area was not specifically indicated on the submitted design documents, after deducting all the unoccupied spaces, the Architect of Record would have, in all probability, calculated the net area and occupied load properly, in reaching the conclusion that 56 to 58 inch-wide stairs in the building were adequate.”

Trad: Anche se la superficie coperta netta non era specificatamente indicata nei documenti del progetto presentati, dopo aver detratto tutti gli spazi liberi, l’“A/E of Record” avrebbe, con ogni probabilità, calcolato la zona netta e il carico occupato correttamente, nel raggiungimento della conclusione che la larghezza delle scale da 56 a 58 pollici nell’edificio fosse adeguata.

Il NIST “rimprovera” PANYNJ e PANYNJ “si difende” citando ancora l’”A/E of Record”, sottintendendo, che i calcoli del NIST potrebbero essere sbagliati…

È opportuno ricordare che attualmente PANYNJ è impegnata solidalmente con Larry Silverstein nella ricostruzione del nuovo WTC e che quindi non essendo stato valutato dal NIST alcun limite o prassi per l’invio dei commenti è probabile che anche solidalmente le due entità abbiano intrapreso di comune accordo una strategia rafforzante le richieste di puntualizzazione dei dettagli di cui alle polemiche suindicate per una propria salvaguardia.

Non sembra un caso leggere anche da parte del PANYNJ una critica volta a precisare l’uso del termine “generally”, così come fatto dallo studio legale di Silverstein…

Le ultime quattro note segnalate dal PANYNJ sembrerebbero piuttosto regalare l’erronea sensazione di una critica diretta se non fosse che in realtà denotino quanto invece la stesura dei rapporti del NIST, e la loro pubblicazione, non siano così facilmente agibili da parte del pubblico.

In una di queste, richiamando le fotografie dell’angolo sud-ovest e altre evidenze fotografiche, PANYNJ afferma che il NIST non avrebbe preso in considerazione i danni all’edificio. PANYNJ infatti cita sempre il NIST NCSTAR 1 A(rapporto finale WTC7), per riprenderne un estratto e richiederne la precisazione relativa…

E in quel rapporto quelle foto veramente non ci sono!

Se ne trovano invece (…solo una parte, date le FOIA in tal senso negate finora dal NIST per il rilascio al pubblico) nel 1° volume del NIST NCSTAR 1-9, capitolo 5°:

http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201-9%20Vol%201.pdf

…dove si scoprono le tanto reclamate foto dell’angolo sud-ovest dell’edificio “7”… e quelle riprendenti la facciata sud, mai interamente e dal 23° piano in su!

Questa nota del PANYNJ appare essere quindi un falso clamore… Senza che quelle prima possano considerarsi delle dure polemiche, come imperversa invece il guru-imbroglione nel vedervi una “dose di disaccordo rincarata”…

…concludendo, soltanto dai commenti dello studio legale di Silverstein e di PANYNJ, si apprende che il rapporto del NIST:
- È difficilmente agibile
- Contiene contraddizioni in relazione alle norme dello spessore antincendio
- Non ha analizzato esaustivamente le conformità al codice vigente del WTC7 (vedi post precedente)
- I calcoli in alcuni tratti appaiono imprecisi poiché mancanti dei dati necessari alle conclusioni rilasciate
- Si basa su congetture: su di un piano ha inserito un generatore quando questo all’11 settembre 2001 era inesistente(vedi post precedente)…

…e il guru dei “debunker” Attivissimo, tra le sue continue speculazioni, bisboccia allegramente inventandosi continuamente nuove conclusioni non pertinenti alla realtà…